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	<title>ponticelli &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/ponticelli/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ponticelli"</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 23:11:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Le stagioni in città]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=251</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 15:09:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Rumori nel buio. Come nelle grandi capitali europee, la notte è fatta per lavorare. E stanotte via]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://terradiconfine.files.wordpress.com/2008/07/bartolo-longo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-253" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/07/bartolo-longo.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Rumori nel buio. Come nelle grandi capitali europee, la notte è fatta per lavorare. E stanotte via Bartolo Longo è un cantiere a cielo aperto. Al mattino, i tanto attesi, pretesi, vituperati lavori per rimettere in sesto la strada sono finalmente ultimati.</p>
<p>Perdonate la monotonia del tema e del luogo, ma questa via popolosa e trafficata è una fucina di spunti e riflessioni, e sarebbe un peccato trasferirci altrove con la penna proprio ora che, per un po’, possiamo abbandonare il tono polemico...</p>
<p>Stamattina mi affaccio alla finestra, e dall’alto lo spettacolo toglie il fiato: sul nero asfalto della carreggiata risalta, di un bianco smagliante, la nuova segnaletica orizzontale, che fa <em>pendent</em> con i nuovi marciapiedi ricoperti di bianche ed asettiche mattonelle quadrate. Scendere in strada fa ancora un altro effetto. In pieno sole, alle quattro del pomeriggio, tutto quel bianco abbaglia la vista; fortuna che ai bordi dei marciapiedi hanno piantato dei simpatici alberelli che presto, se -così giovani- resisteranno alla canicola estiva, produrranno una fresca ombra sotto cui passeggiare.... Certo, non tutto è perfetto, ma stavolta evitiamo di soffermarci sulla solita banale spazzatura abbandonata lì: si è detto, non vogliamo essere polemici, né ci piace essere tacciati di scarsa originalità.</p>
<p>Torniamo alla nuova segnaletica. È perfetta, non c’è una sbavatura. Finalmente la dimostrazione che, quando le istituzioni mettono i cittadini in grado di rispettare le regole, i cittadini sono ben contenti di farlo. Ora che c’è la linea continua a separare le corsie, basta sorpassi vietati! Addirittura qualcuno prende sul serio ogni dettaglio, e prontamente obbedisce allo STOP fermando lì l’auto per il tempo di un caffè. I nuovi parcheggi di Via Bartolo Longo.</p>
<p>In tale idillica situazione, la popolazione si sente rinascere, si riappropria degli spazi pubblici, comincia a <em>vivere la strada</em>. E, come il mite Marcovaldo nato dalla penna di Calvino cercava ristoro nel Parco Pubblico della città, un altrettanto mite pizzaiolo venuto fuori dai sobborghi napoletani pensa bene di godersi la pennichella sul marciapiede, tra i fumi dello smog e gli effluvi della vernice ancora fresca delle strisce pedonali....</p>
<p>Insomma, turisti vicini e lontani... WELCOME TO PONTICELLI!</p>
<p style="text-align:right;">giulia</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA["E tu splendi, invece, Gennariello."]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=248</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 09:42:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Pier Paolo Pasolini indirizza a Gennariello, un immaginario quindicenne napoletano, questo testo ra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/eTbtOMdmM7A'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/eTbtOMdmM7A&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Pier Paolo Pasolini indirizza a Gennariello, un immaginario quindicenne napoletano, questo testo raccolto nelle “Lettere Luterane”.<br />
L’autore spiegava la sua scelta così: “</span><span class="grame"><span style="font-family:Verdana;">preferisco</span></span><span style="font-family:Verdana;"> la povertà dei napoletani al benessere della repubblica italiana… preferisco le scenette cui si può ancora assistere nei bassi napoletani alle scenette della televisione della repubblica italiana. Considero anche l’imbroglio uno scambio di sapere. Un giorno mi sono accorto che un napoletano, durante un’effusione <span class="grame">di </span>affetto, mi stava sfilando il portafoglio: gliel’ho fatto notare, e il nostro affetto è cresciuto”.<br />
Con questa lezione, Pasolini esorta la gioventù a non arrendersi alla rinuncia, assoluta, abitudinaria, quotidiana della vitalità. Un dato di fatto reale, fisico dei giovani di allora come oggi, resi ciechi dalla ricerca <span class="grame">di </span>integrazione e dal qualunquismo in cui sono impantanati. Di tutto ciò, l’inevitabile conseguenza è la tendenza all’infelicità e, spesso, la cosiddetta “retorica della bruttezza”.<br />
Un insegnamento da tenere bene in mente per tutti noi, poiché i «destinati a esser morti» esisteranno sempre ed ogni giorno ne sentiamo la presenza nella vita sociale e politica.</span></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">... Se è giusta la mia ipotesi che nella categoria dei tuoi coetanei «obbedienti» trovino posto, e per primi, «coloro che erano <strong>destinati a morire</strong>» - cioè coloro che la scienza medica ha salvato dalla «mortalità infantile», e sono quindi dei «sopravvissuti» - quale è la loro funzione pedagogica nei tuoi riguardi? Che cosa ti insegnano col semplice loro essere e comportarsi?<br />
La loro caratteristica prima — ti ho detto — è il sentimento inconscio che il loro essere venuti al mondo sia stato particolarmente indesiderato. Il sentimento inconscio di essere «a carico» e «in più». Ciò non può che aumentare immensamente la loro ansia di normalità, la loro adesione totale e senza riserve all'orda, la loro volontà non solo di non apparire diversi ma nemmeno appena distinti.<br />
Dunque ciò che essi prima di tutto ti insegnano è vivere il <strong>conformismo</strong> aggressivamente: cosa questa che — come vedremo — ti è insegnata da quasi tutte le categorie dei tuoi coetanei «obbedienti». E dunque la analizzeremo meglio andando avanti col nostro discorso. Vorrei invece soffermarmi su tre punti privilegiati del loro insegnamento pragmatico (e dunque tanto facilmente assimilabile).</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">Essi ti insegnano: primo, <strong>la rinuncia</strong>: rinuncia resa assoluta, abitudinaria, quotidiana dalla mancanza di vitalità, che in essi è un dato di fatto reale, fisico, ma che in altri (come in te), può essere una tentazione. Essi dovevano morire; o meglio, in altre circostanze sociali, sarebbero di sicuro morti.<br />
Essi devono istintivamente ridurre al minimo lo sforzo per vivere: il che in termini sociali significa appunto rinuncia. È vero che come dice un mio amico di Chia - un ragazzetto che ricorda i proverbi dei vecchi — “il mondo è dei bravi, e i cojoni se lo godono”. È una delle più grandi verità che le mie orecchie abbiano mai ascoltato. Tuttavia, io, vecchio borghese razionalista e idealista, cioè «bravo», continuo sempre a detestare con tutte le mie forze lo spirito di rinuncia. Che è poi ansia di integrazione e qualunquismo. Non temere di essere ridicolo: non rinunciare a niente. Lascia che i cojoni si godano il mondo, e invidia pure come me, struggentemente, per tutta la vita, la loro felicità.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">La seconda cosa che i «destinati a morire» ti insegnano è una certa obbligatoria <strong>tendenza all'infelicità</strong>. Tutti i giovani di oggi - tuoi coetanei - hanno l'imperdonabile colpa di essere infelici.<br />
A quanto pare, non ci sono più cojoni: se non a Napoli o a Chia. Tutti sono bravi: e dunque tutti hanno la loro brava faccia infelice. Essere bravi è il primo comandamento del potere dei consumi (nel cui universo mentale e di comportamento tu, povero Gennariello, sei nato): bravi cioè per essere felici (edonismo del consumatore). Il risultato è che la felicità è tutta completamente falsa; mentre si diffonde sempre di più una immediata infelicità.</span><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;"> Sappi, invece, Gennariello, che, contrariamente al proverbio sublime di Chia, c'è anche una felicità dei bravi. Il proverbio di Chia dice infatti che «il mondo è dei bravi», alludendo decisamente al possesso, al potere. Ma allora va aggiunto che oltre al possesso del mondo da parte dei padroni, c'è anche un possesso del mondo da parte degli intellettuali, e questo è un possesso reale: com'è del resto quello dei cojoni. Si tratta soltanto di un diverso piano culturale. È il possesso culturale del mondo che dà felicità.<br />
Non lasciarti tentare dai campioni dell'infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">La terza cosa che ti viene insegnata dai «destinati a morire» è la retorica della bruttezza. Mi spiego.<br />
Da alcuni anni i giovani, i ragazzi fanno di tutto per apparire brutti. Si conciano in modo orribile. Fin che non sono del tutto mascherati o deturpati, non sono contenti. <strong>Si vergognano</strong> dei loro eventuali ricci, del roseo o bruno splendore delle loro gote, si vergognano della luce dei loro occhi, dovuta appunto al candore della giovinezza, si vergognano della bellezza del loro corpo. Chi trionfa in tutta questa follia sono appunto i brutti: che sono divenuti i campioni della moda e del comportamento. I «destinati a essere morti» non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere. E tu splendi, invece, Gennariello.<br />
Ho imperversato un po' contro questi «destinati a esser morti», col rischio di apparire un po' vile e razzista: di creare cioè una categoria di persone da proporre alla condanna. No. Tra i «destinati a esser morti» ci sono esseri adorabili per lo meno come te, così vistosamente destinato alla vita. Se ho polemizzato con particolare violenza contro gli insegnamenti che ti impartiscono i «destinati a esser morti», è perché ho preso questa categoria a simbolo della media: media che ti insegna, appunto, queste stesse cose, e senza quel tanto di disperato che le corregge, le giustifica, le rende umane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;"><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">(da "Lettere Luterane", 29 maggio 1975, P. P. Pasolini)</span></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><a href="//www.muzicons.com/musicon3.swf?icon_pic=8.png&#38;music_file=AXAAcUYC&#38;bg_color=ff9900&#38;type_of_clip=whith_bar&#38;text_color=FFFFFF&#38;text_message=happy]"><span style="color:#ff9900;"><strong><span style="font-size:18pt;">♪</span></strong></span><span style="color:#ff9900;"><span style="font-family:Verdana;"><strong> </strong></span></span><span style="color:#000000;"><span style="color:#ff9900;"><strong>Ascolta:</strong></span> "God Part II" - U2</span></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:left;"><em><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">“…I heard a singer on the radio late last night says he’s gonna kick the darkness till it bleeds daylight… </span></em><em><span style="font-size:8pt;font-family:Verdana;">I… I believe in love…”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;">AlbA</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il ritorno dei rom e quello delle molotov della camorra. A Ponticelli, l'ennesimo attentato ]]></title>
<link>http://loravesuviana.wordpress.com/?p=751</link>
<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 12:20:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Perrotta</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 

A giugno la cacciata da parte di (presunti) giustizieri. Molotov, fiamme e fumo nero che copriva]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/07/orta-dorta-datella-rumena.jpg"><img class="size-medium wp-image-752  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/07/orta-dorta-datella-rumena.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">A giugno la cacciata da parte di (presunti) giustizieri. Molotov, fiamme e fumo nero che coprivano i campi rom di una temperatura altissima. La fuga dei Rom nei loro Apecar con la scritta “Ferovecchio”. <!--more--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/07/big_rom2828.jpg"><img class="size-medium wp-image-753  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/07/big_rom2828.jpg?w=300" alt="" width="300" height="193" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La sommossa popolare di Ponticelli, dopo il tentativo di rapimento di un neonato da parte di una bambina rom. Bambini in braccia alle madri, e le forze dell'ordine che potevano soltanto proteggerli dalle missioni punitive di soldati in scooter. A nemmeno due mesi di distanza sono tornati. Non tutti, soltanto una decina di famiglie. Qualche bambino, un paio di auto e i soliti apecar. Tornati sotto i pilastroni in cemento armato del raccordo di via Argine. A pochi metri dall'Isitituto Industriale Marie Curie. Ma la risposta dell'esercito di Ponticelli non si è fatta attendere: ieri, domenica 6 luglio, un incendio ha colpito alcune baracche già bruciate in precedenza. Fuoco su cenere. Nessun ferito, fortunatamente. Poi ieri sera sembrava di essere tornati indietro di qualche mese: auto dei carabinieri, un defender ed il cellulare delle forze dell'ordine a protezione del campo. Si prevedono ulteriori doli.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Luigi Ferraro</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="mailto:luigi.ferraro@edizionidlevesuvio.com"><strong>luigi.ferraro@edizionidlevesuvio.com</strong></a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutto il cinema sotto le stelle dell'Arci Movie. Nel Parco pubblico di San Sebastiano, il Divo, Gomorra, Juno e il vecchio (non tanto) cinema d'autore]]></title>
<link>http://loravesuviana.wordpress.com/?p=586</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 09:23:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Perrotta</dc:creator>
<guid>http://loravesuviana.wordpress.com/?p=586</guid>
<description><![CDATA[

Cinema impegnato e cinema fantasy. Horror e commedfia all’italiana, sena tralasciare le vecchie ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/07/ildivo1.jpg"></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-587  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/07/ildivo1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Cinema impegnato e cinema fantasy. Horror e commedfia all’italiana, sena tralasciare le vecchie glorie e le new entry delle sale. Da Il Divo a Gomorra, passando per Iron Man e American Gangster. L’arena all’aperto dell’Arci Movie a San Sebastiano l Vesuvio, diventa sempre più il punto di ritrovo per cinefili e non. Sotto le stelle nello splendido scenario del Parco Pubblico, con autori, protagonisti, per un’altra estate di cinema targata Arci Movie.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/07/juno_800x600_wp03.jpg"><img class="size-medium wp-image-592  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/07/juno_800x600_wp03.jpg?w=300" alt="" width="300" height="214" /></a></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>PROGRAMMA COMPLETO DELLE PROIEZIONI DI LUGLIO</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Martedì 1 e mercoledì 2</strong><span>       </span><span>                            </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">martedì italiano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Il Divo</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Paolo Sorrentino</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Giovedì 3<span>       </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>La ragazza del lago</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Andrea Molaioli</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Sabato 5<span>       </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Juno</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Jason Reitman <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Domenica 6<span>    </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Come d'incanto</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Kevin Lima</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/07/kikagom309.jpg"><img class="size-medium wp-image-588  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/07/kikagom309.jpg?w=300" alt="" width="300" height="208" /></a></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Mercoledì 9 e giovedì 10</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Gomorra</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Matteo Garrone</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Sabato 12 e domenica 13</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Iron man</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Jon Favreau</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Lunedì 14<span>      </span><span>                            </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Lunedì d’autore</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Into the wild – Nelle terre selvagge<span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Sean Penn</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Martedì 15</strong><span>     </span><span>                            </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">martedì italiano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Non pensarci</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Gianni Zanasi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Mercoledì 16<span>  </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>American Gangster</strong> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Ridley Scott</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Giovedì 17<span>     </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Non è un paese per vecchi</strong> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Ethan e Joel Coen</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/07/gal_sex-city_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-590  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/07/gal_sex-city_2.jpg?w=300" alt="" width="300" height="206" /></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Venerdì 18 e sabato 19<span>       </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Sex and the city </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Michael Patrick King</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Lunedì 21</strong> <span>                                 </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">lunedì d’autore</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Le mele di Adamo </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Martedì 22</strong><span><strong> </strong>    </span><span>                            </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">martedì italiano</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Parlami d'amore</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Silvio Muccino</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Mercoledì 23<span>  </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Onora il padre e la madre<span>              </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Sidney Lumet</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Giovedì 24<span>     </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Una notte</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Toni D'Angelo (II) <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Venerdì 25<span>     </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>La musica nel cuore</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Kirsten Sheridan</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Sabato<span> </span>26 e domenica 27</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Steven Spielberg<span>  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Lunedì<span> </span>28<span>                                  </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">lunedì d’autore<span>         </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Irina Palm</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Sam Garbarski<span>  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Martedì 29</strong><span>     </span><span>                            </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">martedì d’autore</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Colpo d'occhio</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Sergio Rubini</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Mercoledì 30<span>  </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Scusa ma ti chiamo amore</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Federico Moccia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Giovedì 31<span>     </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street<span>                         </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">di Tim Burton</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Rubrica di Cinema </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>a cura di Roberta Migliaccio</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="mailto:redazione@edizionidelvesuvio.com"><strong>redazione@edizionidelvesuvio.com</strong></a></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Kriminalpolizeidokument  1943: BAMBINO.]]></title>
<link>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 17:22:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa noviolenta</dc:creator>
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<description><![CDATA[

]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iniziativanonviolenta.files.wordpress.com/2008/07/sintiboy.jpg"><img class="size-full wp-image-29 alignnone" src="http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/files/2008/07/sintiboy.jpg" alt="" width="250" height="388" /></p>
<p></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Napoli, palco del Teatro Internazionale]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=222</link>
<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 07:54:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Uno sguardo a quello che è stato l’ambiente teatrale e culturale napoletano nel mese appena con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/1vBl_dN2rOs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/1vBl_dN2rOs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte vml 1]&#62;                     &#60;![endif]--><!--[if !vml]--><a href="http://terradiconfine.files.wordpress.com/2008/07/logo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-223" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/07/logo1.jpg?w=210" alt="" width="88" height="94" /></a><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Uno sguardo a quello che è stato l’ambiente teatrale e culturale napoletano nel mese appena conclusosi è doveroso. Il <strong>“Napoli Teatro Festival Italia”</strong> ha restituito di diritto alla nostra città il suo ruolo-guida della drammaturgia italiana nel lasso di tempo compreso tra il 6 e il 29 giugno. Le 200 rappresentazioni in 9 lingue, tra cui 38 prime assolute, ed i più di 2000 artisti coinvolti, provenienti da ben 15 paesi, hanno permesso a Napoli di affiancarsi ex novo ad Edimburgo, Avignone e Salisburgo con i rispettivi consolidati festival teatrali.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Grazie alla validità del progetto e alla passione infusa nella sua realizzazione si è costituita la prima imponente <strong>“Compagnia Teatrale Europea”</strong>, composta da attori e professionisti provenienti da vari paesi dell'Unione che ogni anno sarà affidata a un regista diverso e che ha messo in scena lo spettacolo di apertura del festival, <strong><em>"Le Troiane"</em></strong> (regia di A. Bianco e V. Liberti). Ed, oltre ai tradizionali San Ferdinando, Sannazzaro e Mercadante, l’affascinante impiego teatrale di spazi trasposti come il Real Albergo dei Poveri, il Maschio Angioino, la Darsena Acton, il Castel dell'Ovo, il Palazzo Reale, la  Reggia di Caserta, il teatro di Pompei, l'Arena Flegrea, il Museo Madre e tanti altri, ha ottenuto un massiccio e soddisfacente riscontro di pubblico. Sembra che circa la metà degli introiti del festival siano stati mantenuti nell’orbita comunale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Tra le performance più rilevanti tenutesi, ricordiamo <strong><em>"Médée"</em></strong> (prima nazionale, riscritta in occitano da M. Rouquette, interpretata da attori del Burkina Faso, regia di J. Martinelli), <strong><em>"Temple"</em></strong><em> </em><span> </span>(prima europea, della compagnia Cake Theatre di Singapore, regia di N. Hennedige), <strong><em>"Sin Sangre"</em></strong><em> </em>(p.n., tratto dal romanzo di A. Baricco, regia di J.C. Zagal), <strong><em>"The New Burlesque"</em></strong> (p.n., regia di K. Hartl) e <strong><em>"Lo Vommaro a duello"</em></strong><em> </em>(prima assoluta, scritto e diretto da R. De Simone).</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;">Fortunatamente questa esperienza non è da considerarsi consumata del tutto: il responsabile della direzione artistica e organizzativa del Festival, Renato Quaglia, ha avviato un progetto artistico e culturale triennale (dal 2008 al 2010). L’aspetto caratterizzante del Festival resta la produzione, il finanziamento e la creazione di spettacoli e nuovi testi per il teatro; così come restano invariate le linee guida del progetto:</span></p>
<ul type="disc">
<li class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">internazionalità;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">attenzione alla nuova drammaturgia e      alla creazione di nuovi testi; </span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">coinvolgimento della città nelle      espressioni, nella promozione e nel sostegno della sua grande tradizione      teatrale e musicale e delle diverse energie innovative;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">vocazione esplicita alla produzione e      alla creazione originale di spettacoli e opere per il festival;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">interdisciplinarietà e ricerca sui      linguaggi;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">attività di formazione e      perfezionamento per le professionalità impegnate nel settore delle attività      e dei beni culturali nelle regioni del Sud Italia.</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Il “Napoli Teatro Festival Italia” ha inoltre volontariamente aderito alla norma internazionale UNI EN ISO 14001:2004 ed al Regolamento comunitario 761/2001/CE, con il preciso obiettivo, in parte, di ridurre gli impatti ambientali generati dagli spettacoli ed, in parte, di bilanciarli con azioni compensative. Gli aspetti ambientali hanno riguardato la produzione dei rifiuti, il consumo energetico, il trasporto e l’utilizzo di prodotti ecologici a basso impatto ambientale. È la prima volta in assoluto che un festival di tale portata si accolla un proposito simile.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><strong>Partnership internazionali N.T.F.</strong>: Festival di Singapore, Manchester, Santiago del Cile, Sibiu e Almagro.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;">Il teatro napoletano non è tornato all’epoca d’oro di Petito, Scarpetta, Viviani ed Eduardo, ma quasi. Un celebre interprete della canzone partenopea diceva “può ddí, ‘e strade ‘e Napule chést só: ‘nu palcuscenico… Può ddí ca ‘a ggént ‘e Napule chést vó: ‘nu palcuscenico…”. Più di così…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;">AlbA</p>
<p class="MsoNormal">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le tante lingue di Ponticelli...]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=214</link>
<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 15:02:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
<guid>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=214</guid>
<description><![CDATA[

El Pais - MIGUEL MORA - Nápoles - 18/05/2008 
La Camorra lidera la persecución gitana
Vecinos y ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="Titolo15" style="background:white;margin:auto 7.5pt auto 0;"><span style="font-size:28.5pt;line-height:95%;"><strong></strong></span></p>
<p class="Titolo15" style="background:white;margin:auto 7.5pt auto 0;"><span style="font-size:28.5pt;line-height:95%;"><strong><span style="font-family:Georgia;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/uiEN4Q8Ofz4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/uiEN4Q8Ofz4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></span></strong></span></p>
<h3 style="margin:auto 0;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-family:Arial;"><strong>El Pais - MIGUEL MORA</strong> <em>- Nápoles - </em>18/05/2008 </span></h3>
<p><span style="font-size:28.5pt;line-height:95%;"><strong><span style="font-family:Georgia;">La Camorra lidera la persecución gitana</span></strong></span></p>
<p class="Titolo335" style="background:white;margin:auto 7.5pt auto 0;"><span style="font-size:13pt;font-family:Arial;color:#464646;">Vecinos y ONG acusan al crimen organizado de beneficiarse de los ataques - El campamento de Nápoles ha quedado reducido a cenizas: todos han huido </span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="font-family:Georgia;color:#333333;"> </span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">"Es mejor no pensarlo. No hay mucho que hablar. Sólo hace falta ver la basura tirada en la calle. El Estado nos ha abandonado. Y ellos [los gitanos] estaban tan abandonados como nosotros". Patrizia, ama de casa, siente vergüenza de vivir en Ponticelli, el barrio de Nápoles donde esta semana una turba estratégicamente formada por mujeres, niñas y muchachos armados con piedras y <em>cócteles molotov</em> asaltó e incendió los campamentos donde vivían un millar de rumanos de etnia gitana. La zona es un feudo de la Camorra y las asociaciones cívicas, que tratan de poner cordura en una situación que se escapa de las manos, subrayan que no se trata de ninguna coincidencia: las constructoras de la mafia edificarán viviendas sobre el suelo quemado.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">El 4 de noviembre, Gianfranco Fini, ex líder de Alianza Nacional y hoy presidente de la Cámara de los Diputados, declaró al <em>Corriere della Sera:</em> "¿Cómo se puede integrar a quien considera lícito o no inmoral el robo, el no trabajar porque deben ser las mujeres quienes lo hagan, incluso prostituyéndose?".</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">El 6 de abril, un informe del comité de la ONU contra la marginación racial (CERD) alertó de que Italia estaba viviendo "una campaña de discriminación" sin precedentes contra los gitanos y que era necesario "perseguir a los políticos que alimentan el odio racial</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">Apenas un mes después, esta misma semana, en el barrio de Ponticelli de Nápoles, una turba de mujeres, muchachas y jóvenes montados en <em>vespinos</em> atacó con piedras, barras de hierro y <em>cócteles molotov</em> 10 pequeños campamentos donde vivían unos 1.000 gitanos rumanos. "Fue una explosión inaudita de violencia. Escaparon a toda velocidad, subidos donde podían, con el terror en los ojos", recuerda Salvatore Expósito, de la Comunidad de San Egidio.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">La diáspora gitana, como sucede desde la noche de los tiempos, se puso en marcha en medio de lágrimas y llamas. Un hatillo, y al motocarro. Hoy, en Ponticelli, sólo queda un mar de cenizas y los restos de una docena de precarias chabolas de madera y cartón. En el inmenso solar, cercano a la iglesia de San Pietro y San Paolo, el suelo delata la vergüenza: un osito de peluche, tenedores y cucharas, varios pares de zapatos infantiles. Dentro, las sábanas y los colchones siguen revueltos. Tras el asalto hubo saqueos: pobres cogiendo lo que dejaban atrás otros más pobres.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">El pueblo de Nápoles, siempre acogedor, ¿ha perdido su alma? "El pueblo ha sido abandonado por el Estado. Por eso tenemos miedo y vivimos encerrados", dice Patricia, ama de casa con dos hijos.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">"No hay Estado, no hay recogida de basuras ni sanidad. De Roma para abajo, Italia es el Tercer Mundo. Estamos en manos de la Camorra. Dejados de la mano de Dios. Pero siempre hemos sido solidarios. Hemos vivido la peste, el cólera, terremotos. Sabemos lo que es el sufrimiento", comenta Antonio Caracciolo, taxista, de 37 años.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">La razón que según las televisiones desencadenó el ataque fue que una muchacha rumana de 16 años había intentado robar un bebé. La asociación Comité Espacio Público recuerda que, a falta de que los jueces decidan, "los rumores infundados han proliferado en los últimos meses en Italia".</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">El frutero del barrio tiene otra visión: "Los que ocupaban ese suelo estaban ahí gratis. A mí me costó este puesto 5.000 euros y tengo tres hijos en el paro". Su mujer, Carmela, llega en la moto de comprar el pan. "Vivíamos aterrorizados, ahora estamos tranquilos", dice.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">La indignación por el rumor del robo se extendió por el barrio y llegó al Rione de Gasperi, el feudo criminal donde campa la familia de Ciro Sarno, conocido como <em>El alcalde de Ponticelli,</em> hoy en la cárcel. La Camorra administra las viviendas populares, explica una vecina: "Pagamos alquiler, pero no tenemos contrato".</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">¿Entonces el asalto fue obra de camorristas o de vecinos racistas?</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">-Decir que no fue la Camorra sería mentir -dice Patrizia.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">Fue una unión de las dos cosas, explica Expósito: "Si antes del 4 de agosto no empiezan las obras previstas por el Plan de Recuperación Urbana de Ponticelli, las constructoras (muchas en manos de la Camorra) perderán 64 millones de subvención".</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">Seis coches de policía vigilan ahora el solar del destruido campamento rumano. Enfrente están las Cinco Torres, un ejemplo de la colmena que le gusta construir a la mafia napolitana. "No creo que vuelvan. Unos se han escondido en otros campamentos y otros han cogido el autobús y se han ido a Rumania", sostiene uno de los policías.</span></span></span></p>
<p class="NormaleWeb51" style="margin:auto 0 9.75pt;"><span style="font-size:12pt;line-height:140%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">En Casoria, a ocho kilómetros de aquí, hay un viejo campamento gitano. Los adultos son serbios, los jóvenes y los niños han nacido en Italia: Angelo, Ringo, Paparazzo. Todos van al colegio, pero quizá lo dejen pronto. El ministro de Defensa, Ignazio La Russa, advirtió ayer de que el tiempo de los campamentos gitanos en Italia se ha acabado. "Habrá como mucho pequeños campos de 10 personas para poder controlarlos bien". El Partido Democrático ha llenado Nápoles de carteles que dicen "Fuera los campamentos gitanos". Es la diáspora, otra vez. No ha hecho más que empezar.</span></span></span></p>
<p class="Titolo329" style="background:#f2f2f2;margin:auto 0 3.75pt;"><a name="despiece1"></a><span style="font-size:17.5pt;"><strong><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Georgia;">El cigarro de la paz</span></span></strong></span></p>
<p class="NormaleWeb77" style="background:#f2f2f2;margin:auto 0 11.25pt;"><span style="font-size:11.5pt;line-height:150%;"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Arial;">Antonio Caracciolo, hijo del dueño de un negocio de ultramarinos del centro de Nápoles, empezó a trabajar a los trece años. Es taxista desde los 23. Habla bien, lee los periódicos y es un tipo emotivo y sensible. Tiene dos hijos y ha viajado un poco. ?Cuba, Venezuela, Málaga, Torremolinos... La única fuerza que me empuja son mis dos hijos y ver que hay sitios que están peor que nosotros?.Dragan Alexic, gitano serbio de 40 años, es albañil y vendedor ambulante. Llegó a Italia asilado en 1989, huyendo de la guerra. Tiene cuatro hijos, y también ha viajado mucho. Habla un italiano perfecto. En el campamento de Casoria, Caracciolo y Alexic, un napolitano y un gitano, se conocen, charlan y firman con un cigarro y un apretón de manos la paz de una guerra falsa.Antonio: -La Constitución italiana dice que todo tenemos derecho a vivienda y trabajo.Dragan: -Nosotros no tenemos agua ni luz.A: -El Estado no existe aquí. Tampoco para los italianos.D: -Existe, pero para comerse el dinero.A: -Solo para los ricos, no para los pobres.D: -Lo sabe todo el mundo: si tienes un amigo?A: -Vosotros sois víctimas, nosotros también. Hay dos Nápoles, la de los ricos y la de los callejones.D: -Yo viví en Ponticelli, nunca hubo problemas, éramos una familia con los napolitanos. Las madres italianas me cuidaban los niños si tenía que salir.A: -Nápoles siempre ha sido acogedor.D: -Eso ha sido un hecho aislado.A: -Dicen que la chica quería robar el bebé.D: -Eso lo dicen de los gitanos desde hace 300 años. Pero somos la gente que más quiere a los niños. Y si quieres a tus niños, quieres a los otros también y no les haces daño.A: -Claro.D: -¿Sabes que mis cuatro hijos nacieron aquí y no tienen papeles?A: -Pero son italianos.D: -Sí, pero no les dan los papeles.A: -Eso es una forma de fascismo. Son renegados.D: -Lo mismo que decir que hay una ?emergencia gitana?.A: -Tenemos el pizzo, la Camorra, tantos problemas, pero de eso nadie dice nada.D: -Nadie dice nada porque todos son de la Camorra.A: -Y en la guerra de los clanes de Secondigliano hubo 200 muertos.D: -Eso sí que fue una guerra.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Georgia;color:#333333;"><strong>LA TRADUZIONE NEL SEGUITO DEL POST</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><!--more--></span></p>
<h1 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:x-large;"><span style="font-family:Times New Roman;">La Camorra gestisce la persecuzione zingara</span></span></h1>
<h3 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;">Cittadini e ONG accusano la criminalità organizzata di approfittare degli attacchi – L’accampamento di Napoli è stato ridotto in cenere: sono scappati tutti. </span></span></h3>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“È meglio non pensarci. Non c’è molto da dire. Basta solo guardare la spazzatura buttata per strada. Lo Stato ci ha abbandonato. E loro [gli zingari, <em>gitani</em>] erano trascurati quanto noi”. Patrizia, casalinga, si vergogna di vivere a Ponticelli, il quartiere di Napoli dove questa settimana un gruppo strategicamente composto da donne, bambine e ragazzi armati di pietre e <em>miscele molotov</em> ha assaltato e incendiato gli accampamenti dove vivevano un migliaio di rumeni d’etnia rom [<em>zingara </em>nel testo. NdT.]. La zona è un dominio della Camorra e le associazioni civiche, che cercano di far ragionare in una situazione che è sfuggita di mano, sottolineano che non c’è nessuna coincidenza: i costruttori mafiosi edificheranno sui terreni bruciati. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Il 4 novembre, Gianfranco Fini, ex-leader di Alleanza Nazionale ed oggi presidente della Camera dei Deputati, dichiarò al <em>Corriere della Sera</em>: “Che integrazione può esserci per chi considera lecito o non immorale il furto, per chi non lavora perché devono essere le donne a farlo, anche prostituendosi?”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Il 6 aprile, un rapporto della commissione ONU contro l’emarginazione razziale segnalò che in Italia si stava vivendo “una campagna di discriminazioni” senza precedenti contro gli zingari e che era necessario “perseguire i politici che alimentano l’ostilità razziale”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Dopo appena un mese, questa stessa settimana, nel quartiere di Ponticelli di Napoli, una torma di donne, ragazze e giovani sulle proprie vespe ha attaccato con pietre, spranghe di ferro e bombe molotov 10 piccoli campi dove vivevano circa 1.000 zingari rumeni. “È stata un’inaudita esplosione di violenza. Sono fuggiti a tutta velocità, riparandosi dove potevano, con il terrore negli occhi”, ricorda Salvatore Esposito, della Comunità di Sant’Egidio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">La diaspora degli zingari, come accade dalla notte dei tempi, è partita tra le lacrime e le grida. Qualche fagotto, e al motocarro. Oggi, a Ponticelli, rimane solo un mare di cenere e i resti di una dozzina di fragili baracche di legno e cartone. Nel vasto spazio vicino la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, il terreno denuncia la vergogna: un orsetto di peluche, forchette e cucchiai, varie paia di scarpe per bambini. All’interno, le lenzuola e i materassi rimangono capovolti. Dopo l’assalto ci sono stati i saccheggi: poveri che prendevano ciò che lasciavano indietro altri poveri.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Il popolo di Napoli, da sempre accogliente, ha perduto la propria anima? “La gente è stata abbandonata dallo Stato. Perciò siamo impauriti e non usciamo di casa”, dice Patrizia, casalinga con due figli.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">“Non c’è lo Stato, non c’è la raccolta dei rifiuti né sanità. Da Roma in giù, l’Italia è il Terzo Mondo. Siamo nelle mani della Camorra. Lasciati al volere di Dio. Ma siamo sempre stati generosi. Abbiamo vissuto la peste, il colera, i terremoti. Sappiamo cos’è la sofferenza”, commenta Antonio Caracciolo, tassista, di 37 anni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Secondo la televisione, l’attacco si è scatenato a causa di una ragazza rumena di 16 anni che aveva tentato di rapire un neonato. L’associazione Comitato Spazio Pubblico ricorda che, mentre i giudici stanno decidendo, “le voci infondate hanno proliferato negli ultimi mesi in Italia”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Un fruttivendolo del quartiere ha un’altra idea: “Quelli che occupavano questi spazi stavano lì gratis. A me questo posto mi costò 5.000 € ed ho tre figli disoccupati”. Sua moglie, Carmela, torna in moto dopo aver comprato il pane. “Vivevamo nella paura, adesso siamo tranquilli”, dice.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">L’indignazione per la notizia del rapimento si è estesa per il quartiere ed è arrivata al Rione De Gasperi, la zona criminale dove vive la famiglia di Ciro Sarno, conosciuto come <em>Il sindaco di Ponticelli</em>, oggi in carcere. </span><span style="font-family:Arial;">La Camorra</span><span style="font-family:Arial;"> gestisce gli alloggi popolari, spiega una donna del luogo: “Paghiamo l’affitto, ma non abbiamo il contratto”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Dunque l’assalto è stato opera dei camorristi o di cittadini razzisti?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">-Dire che non c’è stata </span><span style="font-family:Arial;">la Camorra</span><span style="font-family:Arial;"> sarebbe mentire - dice Patrizia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">È stata un’unione delle due cose, spiega Esposito: “Se prima del 4 agosto non hanno inizio le opere del Piano di Recupero Urbano di Ponticelli, i costruttori (molti dei quali sotto il controllo della Camorra) perderanno 64 milioni di sovvenzione”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;">Sei auto della polizia controllano ora il terreno del distrutto campo rumeno. Di fronte ci sono le Cinque Torri, un esempio di alveari che piace costruire alla mafia napoletana. “Non credo che torneranno. Alcuni si sono nascosti in altri accampamenti ed altri hanno preso l’autobus e sono tornati in Romania”, sostiene uno dei poliziotti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">A Casoria, ad otto chilometri da qui, c’è un vecchio campo zingari. Gli adulti sono serbi, i giovani ed i bambini sono nati in Italia: Angelo, Ringo, Paparazzo. Tutti vanno a scuola ma forse la lasceranno presto. Il ministro della Difesa, Ignazio </span><span style="font-family:Arial;">La Russa</span><span style="font-family:Arial;">, ieri ha avvertito che il tempo per gli accampamenti zingari in Italia si è esaurito. “Ci saranno molti piccoli campi di 10 persone per poterli controllare per bene”. Il Partito Democratico ha riempito Napoli di manifesti che dicono “Via gli accampamenti zingari”. È la diaspora, un’altra volta. Non ha fatto altro che cominciare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<h3 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:medium;font-family:Times New Roman;">IL SIGARO DELLA PACE</span></h3>
<h3 style="margin:auto 0;"><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-family:Arial;">Antonio Caracciolo, figlio di un proprietario di un negozio d’alimentari del centro di Napoli, iniziò a lavorare a tredici anni. Fa il tassista da quando ne aveva 23. Sa parlare bene, legge i giornali ed è una persona emotiva e sensibile. Ha due figli ed ha viaggiato abbastanza. “Cuba, Venezuela, Malaga, Torremolinos… l’unica forza che mi dà la spinta sono i miei due figli e vedere che esistono luoghi dove si sta peggio che da noi". Dragan Alexic, zingaro serbo di 40 anni, è muratore e venditore ambulante. Arrivò in Italia rifugiato nel 1989, sfuggendo alla guerra. Ha quattro figli ed ha anche viaggiato molto. Parla un italiano perfetto. Nell’accampamento di Casoria, Caracciolo e Alexic, un napoletano ed uno zingaro, si conoscono, parlano e suggellano con un sigaro ed una stretta di mano la pace di una falsa guerra.<br />
Antonio: - </span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-family:Arial;">La Costituzione Italiana</span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-family:Arial;"> dice che tutti abbiamo diritto ad una casa e ad un lavoro.<br />
Dragan: - Noi non abbiamo né acqua, né luce.<br />
A.: - Lo Stato non esiste qui. Nemmeno per gli italiani.<br />
D.: - Esiste, ma per mangiarsi i soldi.<br />
A.: - Solo per i ricchi, non per i poveri.<br />
D.: - Lo sanno tutti: se hai un amico... ?<br />
A.: - Voi siete vittime, ed anche noi. Esistono due Napoli, quella dei ricchi e quella dei vicoli.<br />
D.: - Io ho vissuto a Ponticelli e non ho mai avuto problemi. Eravamo una famiglia con i napoletani. Le madri italiane mi lasciavano i bambini se dovevano uscire.<br />
A.: - Napoli è sempre stata ospitale.<br />
D.: - Questo è stato un fatto isolato.<br />
A.: - Si dice che la ragazza voleva rubare il neonato.<br />
D.: - Si dice così degli zingari da 300 anni. Ma siamo le persone che più tengono ai bambini. E se tieni ai tuoi bambini, tieni anche a quelli degli altri e non vuoi fargli del male.<br />
A.: - Certo.<br />
D.: - Sai che i miei quattro figli sono nati qui e non hanno i documenti?<br />
A.: - Ma sono italiani.<br />
D.: - Sì, ma non gli rilasciano i documenti.<br />
A.: - Questa è una forma di fascismo. Vengono rinnegati.<br />
D.: - Allo stesso modo si dice che c’è un’”emergenza zingari”.<br />
A.: - Abbiamo il pizzo, </span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-family:Arial;">la Camorra</span><span style="font-weight:normal;font-size:12pt;font-family:Arial;">, tanti problemi, ma di questo nessuno parla.<br />
D.: - Nessuno parla perché tutti appartengono alla Camorra.<br />
A.: - E nella guerra dei clan di Secondigliano ci sono stati 200 morti.<br />
D.: - Questa sì che è stata una guerra.</span></h3>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA['E guagliun 'e Punticiell, l'Arci spazia tra cinema e musica. Si presenta il primo disco della Catrin's band]]></title>
<link>http://loravesuviana.wordpress.com/?p=276</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 19:24:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Perrotta</dc:creator>
<guid>http://loravesuviana.wordpress.com/?p=276</guid>
<description><![CDATA[
Non solo camorra nella periferia orientale. Venerdì 27 giugno alle 20,30 nell’antica  masseria ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2008/06/band-ponticelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-277  aligncenter" src="http://loravesuviana.wordpress.com/files/2008/06/band-ponticelli.jpg?w=300" alt="" width="300" height="195" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Non solo camorra nella periferia orientale. Venerdì 27 giugno alle 20,30 nell’antica<span>  </span>masseria Morabito in via De Meis 221 a Ponticelli, Napoli, verrà presentato, con un concerto dal vivo, la prima produzione musicale dell’Arci Movie dopo anni di produzioni cinematografiche. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><!--more-->Il disco, intitolato <strong><em>‘E guagliune e Punticiell</em></strong>, è nato nell’ambito del Progetto Catrin – Centri <em>per</em> l’Educazione <em>con</em> Bambini e Ragazzi, Laboratori di Educativa Territoriale promossi dal Comune di Napoli, che l’Arci Movie svolge nel quartiere della periferia orientale da circa dieci anni. I Catrin sono diventati nel corso del tempo delle vere e proprie “officine” delle arti: luoghi dove bambini e ragazzi possono incontrarsi, giocare, essere aiutati nello svolgimento dei compiti, ma dove,<span>  </span>soprattutto,<span>  </span>svolgono attività laboratoriali<span>  </span>quali musica, cinema, teatro, danza, pittura. Il disco è il risultato finale del laboratorio musicale condotto da qualche anno da Guido Russo, musicista napoletano impegnato con il suo Guido Russo Project e bassista per Nino D’Angelo, nonché operatore, per passione, del Progetto Catrin in qualità di esperto musicale. Sei i ragazzi coinvolti nella realizzazione del disco, in un’età compresa tra gli 11 e 15 anni: Roberto Montefusco (voce), Francesco Bove (tastiere), Antonio De Rosa (batteria), Alessandro D’angelo (batteria), Emanuele Dascillo (percussioni e batteria) Giuseppe Fiore (percussioni). La straordinarietà di questa produzione consiste nel fatto che i ragazzi della Catrin’s Band non vantavano prima del laboratorio svolto al Catrin nessuna competenza musicale. Inoltre la partecipazione da protagonisti ad attività del genere significa per loro, per l’associazione, per il quartiere, la possibilità di costruzione di inedite situazioni di vita collettiva, che si spera possano rappresentare il segnale di un altro avvenire sociale. <em>‘E guagliun e Punticiell</em>, inciso presso l’Associazione Musicisti di Ponticelli, oltre al singolo inedito di Guido Russo che dà il titolo al cd, comprende le cover <em>Mentecuore</em><span>  </span>e <em>‘ Nu napulitano</em> di N. D’Angelo, <em>Nun te scurdà</em> di Mantice – Della Volpe – Tesone. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La direzione artistica è di Guido Russo con la collaborazione di Giuliano Falcone. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Alla presentazione del disco seguirà un concerto dei Foja e per finire il Guido Russo Project. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>l’Ora on-line</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="mailto:redazione@edizionidelvesuvio.com"><strong>redazione@edizionidelvesuvio.com</strong></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Per contatti: </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Arci Movie<span>        </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">tel/fax<span>  </span>081. 5967493<span>          </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Coordinatore progetto Catrin Mario Bonanni: 3398940790</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">e-mail: <a href="mailto:info@arcimovie.it">info@arcimovie.it</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">www.arcimovie.it</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ponticelli senza frontiere]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=210</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 17:35:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[  

Ponticelli sportiva, in questo caldissimo week-end di giugno: comincia oggi al Palavesuvio una m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-005.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-206 alignleft" style="float:left;" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-005.jpg?w=128" alt="" width="146" height="109" /></a> <a href="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-1472.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-208" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-1472.jpg?w=128" alt="" width="146" height="109" /></a><a href="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-2352.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-209" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-2352.jpg?w=118" alt="" width="146" height="109" /></a><a href="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/basket-2352.jpg"> </a></p>
<p style="text-align:left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Ponticelli sportiva, in questo caldissimo week-end di giugno: comincia oggi al Palavesuvio una manifestazione internazionale tutta al femminile, che coinvolgerà la struttura fino a Domenica 22. Si tratta del torneo internazionale quadrangolare "COCONUDA CUP", che ha per protagoniste le nazionali femminili under 20 di basket. La squadra italiana, naturalmente, assieme a quella israeliana ed a quella rumena, oltre ad una selezione campana. Il torneo è organizzato in collaborazione dalla Federazione Italiana Pallacanestro, dalla Utility World e dalla società Gymnasium Napoli. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Attorno al campo, l’atmosfera è vivace, giocosa. Ovunque, bandiere delle tre nazioni rappresentate, assieme a disegni e graffiti. Spicca, tra tutti, una grande immagine sovrastata dallo slogan “crescere necesse est”: opera dell’artista metropolitano Kaf, il disegno rappresenta una personificazione dello sport che abbatte gli ostacoli moderni alla crescita personale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">«Lo slogan rappresenta il nostro ideale di sport», spiega Gianfranco Gallo, presidente della società Gymnasium Napoli: lo sport deve essere un momento di aggregazione e di dialogo, deve favorire la crescita e la socializzazione, ed è tanto più importante in un quartiere difficile come Ponticelli. A questo fa riferimento, nello slogan, la parola “est”: la periferia orientale di Napoli vuole proporsi come centro propulsore della cultura sportiva. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Ed in effetti, a giudicare dall’organizzazione del Torneo, sembra avere tutti i numeri per farlo. Gallo parla anche di questo, mentre guarda la prima partita Italia-Israele: «Organizzare un torneo del genere vuol dire internazionalizzare lo sport, ed organizzarlo qui a Ponticelli ha un valore simbolico importante», spiega. La scelta delle squadre vuole essere un segnale forte per affermare il dialogo tra culture diverse, anche rispetto agli scontri di cui Ponticelli è stata protagonista nelle ultime settimane. Ma aldilà del valore ideologico, il torneo ha una valenza sportiva altrettanto importante: «La squadra italiana si sta preparando a partecipare ai campionati europei che si svolgeranno a Chieti, e questa è un’occasione di confronto sul campo». </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Conferma l’allenatrice della squadra rumena, Simona Musat, che sottolinea l’importanza dell’evento sia sul piano sociale sia dal punto di vista sportivo: «Siamo state accolte calorosamente, e le ragazze si stanno divertendo molto. Inoltre la competizione è importante, è un ulteriore passo verso il campionato europeo che si disputerà in Polonia».<span> </span>Insomma, bilancio più che positivo.<span> </span>Tanto più che la squadra italiana di Molino riporta, alla fine del primo match contro Israele, l’ottimo risultato di 74  a 45. Unica ombra, un pubblico poco numeroso. </span><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">«Questa è la nostra pecca» ammette Gallo, «dobbiamo pubblicizzare di più manifestazioni del genere. Ma questa volta abbiamo organizzato l’evento in pochissimo tempo, appena venti giorni». </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Un vero peccato, perché quanto di buono accade in questo quartiere passa troppo spesso in secondo piano. Sarebbe stato bello rivedere, al Palazzetto dello Sport vestito a festa, quelle stesse telecamere che ad inizio maggio riprendevano campi rom bruciati e persone inferocite e intolleranti. Sarebbe bello che lo sport e il dialogo tra culture tornassero a fare notizia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><strong><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Nel frattempo, invitiamo tutti i lettori a partecipare alla manifestazione, che, ricordiamo, si concluderà domani 22 giugno al Palazzetto dello Sport di via Argine.</span></strong></p>
<p style="text-align:right;">giulia</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cara Europa. Appello di Rebecca Covaciu contro la persecuzione dei Rom in Italia]]></title>
<link>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 07:34:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa noviolenta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si chiama Rebecca Covaciu, è una ragazzina rom di 12 anni, ha una vita di povertà, emarginazione e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="paragraph_style" style="padding-top:0;text-align:left;"><em><span class="style" style="line-height:19px;">Si chiama </span><span class="style_1" style="line-height:19px;">Rebecca Covaciu</span></em><span class="style" style="line-height:19px;"><em>, è una ragazzina rom di 12 anni, ha una vita di povertà, emarginazione e sofferenza alle spalle.<br />
</em></span><strong><span class="style" style="line-height:19px;">I giornali hanno parlato di lei come della "piccola </span><span class="style_1" style="line-height:19px;">Anne Frank</span></strong><span class="style" style="line-height:19px;"><strong> del popolo Rom".<br />
</strong></span></p>
<div><strong><span style="color:#ff0000;">LINK PER IL VIDEO:</span></strong> <a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/26_Cara_Europa._Appello_di_Rebecca_Covaciu_contro_la_persecuzione_dei_Rom_in_Italia.html"><em>CLICCA QUI!</em></a></div>
<p class="paragraph_style" style="padding-top:0;text-align:left;">
<div class="tinyText inline-block stroke_0" style="clear:left;display:inline;float:left;width:105px;position:relative;height:130px;margin:20px 20px 20px 8px;">
<div style="width:105px;position:relative;"><img src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/26_Cara_Europa._Appello_di_Rebecca_Covaciu_contro_la_persecuzione_dei_Rom_in_Italia_files/shapeimage_1.jpg" alt="" width="105" height="130" /></div>
<div style="left:-8px;width:0;position:absolute;top:-8px;height:0;"><img style="left:0;width:9px;position:absolute;top:0;height:9px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /><img style="left:0;width:9px;position:absolute;top:137px;height:9px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /><img style="left:112px;width:9px;position:absolute;top:0;height:9px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /><img style="left:112px;width:9px;position:absolute;top:137px;height:9px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /></p>
<div style="left:0;overflow:hidden;width:9px;position:absolute;top:9px;height:128px;"><img style="left:0;width:9px;position:absolute;top:0;height:115px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /><img style="left:0;width:9px;position:absolute;top:115px;height:115px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /></div>
<div style="left:112px;overflow:hidden;width:9px;position:absolute;top:9px;height:128px;"><img style="left:0;width:9px;position:absolute;top:0;height:115px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /><img style="left:0;width:9px;position:absolute;top:115px;height:115px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /></div>
<div style="left:9px;overflow:hidden;width:103px;position:absolute;top:0;height:9px;"><img style="left:0;width:158px;position:absolute;top:0;height:9px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /></div>
<div style="left:9px;overflow:hidden;width:103px;position:absolute;top:137px;height:9px;"><img style="left:0;width:158px;position:absolute;top:0;height:9px;" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Media/transparent.gif" alt="" /></div>
</div>
</div>
<p><span class="style_2"></p>
<p class="paragraph_style" style="padding-top:0;text-align:left;"> </p>
<p></span></p>
<p class="paragraph_style_2">La famiglia Covaciu abbandonò Arad, in Romania, per fuggire povertà e discriminazione. Ma in Italia ha conosciuto gli effetti devastanti dell'odio razziale. Ha subito un tentato linciaggio da parte di razzisti a Milano; le forze dell'ordine hanno distrutto più volte le baracche costruite da Stelian, papà di Rebecca, mettendo la famiglia in mezzo alla strada. L'aiuto offerto dai membri del Gruppo EveryOne ha evitato che Stelian, sua moglie e i loro quattro bimbi subissero un destino tragico. Ora Rebecca - che non è solo una grande promessa dell'arte europea (promessa che sarà mantenuta solo se la persecuzione razziale in Italia non la ucciderà), ma un angelo di sensibilità, altruismo e bontà - si è incamminata in una "marcia della morte" verso il nulla, con i suoi cari.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Durante la primavera 2007, la famiglia Covaciu ha incontrato gli attivisti del Gruppo EveryOne, che si sono fatti carico delle sue esigenze fondamentali.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Il 24 Aprile 2008, a Milano, una "squadra di protezione" formata da agenti in assetto antisommossa, agli ordini di Gianvalerio Lombardi ha compiuto un'operazione di sgombero nei confronti della comunità di Rom romeni, provenienti da Timisoara, che si era rifugiata in un campo del quartiere Giambellino. Il campo era "abusivo": numerose famiglie in condizioni di miseria tragiche si erano rifugiate lì per evitare di morire di fame e malattie nella loro città di origine, vivevano in una situazione di segregazione e discriminazione insostenibile. L'azione degli agenti è stata eseguita con metodi brutali. Uomini, donne e nugoli di bambini sono stati costretti a uscire dalle loro baracche, messi in fila come gli ebrei rastrellati dai nazisti durante l'Olocausto e costretti ad assistere alla distruzione del loro piccolo, miserabile mondo.<span class="style" style="line-height:19px;"><img src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/26_Cara_Europa._Appello_di_Rebecca_Covaciu_contro_la_persecuzione_dei_Rom_in_Italia_files/shapeimage_2.jpg" alt="" width="445" height="364" /></span></p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<div class="paragraph paragraph_style_2">Le baracche sono state distrutte e date alle fiamme senza che agli occupanti fosse concesso di prelevare i propri pochi beni. Una mamma supplicava gli uomini in divisa: "Per piacere, lasciatemi prendere le copertine per i miei bambini". Un poliziotto le rispondeva: "<span class="style_3">Non ti servono a niente, perché adesso, con il nuovo governo, vi rimandiamo tutti in Romania</span>".</div>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">I bambini piangevano, mentre i loro aguzzini li spintonavano e li intimidivano con parole dure, offensive, improntate all'odio razziale. Una delle famiglie cacciate in malo modo dalla squadra era la famiglia Covaciu, il cui capofamiglia è un missionario evangelico, noto presso i Rom di Milano per gli innumerevoli gesti di altruismo compiuti nei riguardi delle famiglie perseguitate.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Sua moglie parla cinque lingue: il romeno, il romanes, il francese, lo spagnolo e l'italiano. Hanno quattro bambini, fra i quali Rebecca Covaciu, di 12 anni, dotata di un notevole talento nel campo delle arti plastiche, tanto che alcuni dei suoi disegni - che documentano la vita dei Rom in Italia - sono stati esposti a Napoli, nel corso della Giornata della Memoria 2008, presso le prestigiose sale dell'Archivio Storico, che li ha acquisiti in permanenza.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Rebecca ha imparato a disegnare e dipingere nelle baracche e sotto i ponti, sviluppando un talento che le ha consentito di vincere il Premio UNICEF 2008 fra centinaia e centinaia di ragazzi di tutte le nazionalità, per il disegno e la pittura legato ai diritti dei Bambini e ha già partecipato a mostre d'arte, con i suoi disegni che raccontano la persecuzione degli 'zingari' in Italia. Il premio le è stato consegnato a Genova nell'àmbito del Festival dell'Intercultura "<span class="style_4">Caffè Shakerato</span>".</p>
<p class="paragraph_style_3"><img class="aligncenter" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/26_Cara_Europa._Appello_di_Rebecca_Covaciu_contro_la_persecuzione_dei_Rom_in_Italia_files/shapeimage_3.jpg" alt="" /></p>
<div class="paragraph paragraph_style_3"></div>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">I disegni di Rebecca sono esposti al <span class="style_4">Museo d'Arte Contemporanea di Hilo</span> (Stato delle Hawaii, U.S.A.), rappresentativi dell'arte dei Rom in Europa e della condizione di emarginazione cui sono costretti. Il direttore del museo Ted Coombs ha scritto: “<span class="style_3">L'Arte di Rebecca Covaciu pone in rilievo un'infantile innocenza, preziosa nel mondo dell'arte, che si propone solo di colpire l'attenzione. Non è arte per l'arte, ma - piuttosto - arte che esprime la pura voce dell'anima.<br />
</span></p>
<p class="paragraph_style_2"><span class="style_3">Il Museo d'Arte di Hilo sostiene e incoraggia l'arte capace di entrare in comunicazione con l'anima, perché si tratta del messaggio che ci ha consegnato in eredità l'Arte Polinesiana. Gli antenati degli Hawaiani viaggiarono, assumendosi grandi rischi, per essere parte della cultura del nostro mondo: ecco perché siamo orgogliosi di supportare queste meravigliose opere d'arte che provengono dall'altra parte del mondo</span>”</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Le opere di Rebecca sono state esposte anche nell'àmbito delle mostre del Gruppo internazionale di artisti "<span class="style_4">Watching The Sky</span>", fra cui "<span class="style_4">Psiche Incatenata</span>", in occasione della Giornata della Memoria 2008, nelle prestigiose sale dell'Archivio Storico del Comune di Napoli. Genova ha attribuito l'importante riconoscimento "<span class="style_4">Arte e Intercultura - Caffè Shakerato</span>" ai disegni-testimonianza della piccola artista. La serie di opere grafiche "<span class="style_4">I topi e le stelle</span>" (qui accanto alcune delle opere), ispirata alla sua vita negli insediamenti "abusivi", sarà esposta a Roma, Napoli e Genova nell'àmbito di una mostra itinerante dedicata ad Arte, infanzia e Diritti dei Popoli.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Nonostante questi suoi meriti, nonostante l'impegno del padre Stelian a cercare un lavoro anche umilissimo in Italia, la famiglia Covaciu era costretta a vivere in una baracca, in mezzo ai topi e ai parassiti, senza acqua potabile né corrente elettrica.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">L'hanno sgomberata da edifici abbandonati e perfino da sotto i ponti.  "<span class="style_3">Ci trattano come animali perché non ci conoscono</span>," ha detto Rebecca dopo aver ricevuto il <span class="style_4">Premio UNICEF</span>. "<span class="style_3">Non sanno che cosa vuol dire vivere in mezzo ai topi e ai rifiuti, al freddo, senza cibo. Quando noi bambini chiediamo l'elemosina, dicono che i nostri genitori sono cattivi, perché non sanno che se non ci aiutiamo tutti, fra di noi, moriamo di fame. E' un brutto mondo per noi 'zingari</span>”. </p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Intorno alla famiglia Covaciu, in Italia, è in atto una spaventosa purga etnica che non risparmia alcuna città. Comunità e famiglie vengono braccate sia da ronde di giustizieri, sia dalle forze dell'ordine, che distruggono i loro poveri ripari, bruciano i loro averi e le mettono in mezzo alla strada, senza cibo né assistenza.</p>
<p class="paragraph_style_2"><img class="aligncenter" src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/26_Cara_Europa._Appello_di_Rebecca_Covaciu_contro_la_persecuzione_dei_Rom_in_Italia_files/shapeimage_4.jpg" alt="" /></p>
<div class="paragraph paragraph_style_3">Il Gruppo EveryOne ha raccolto centinaia di testimonianze, fra cui quelle di bambini e donne che hanno subito ogni tipo di violenza, dopo essere state private del rifugio di un edificio abbandonato o di una baracca di cartone, legno e lamiera. "<span class="style_3">Avevamo due bambini piccoli, molto belli</span>," hanno raccontato fra le lacrime due ragazze Rom romene, "<span class="style_3">ma quando ci hanno mandate via dalla nostra baracchina non avevamo più niente da dargli da mangiare. I bambini si sono ammalati e tossivano tutta la notte. Serviva un antibiotico, ma nessuno ci aiutava. Sono morti durante la stessa notte</span>". Non sono casi singoli, ma è la realtà del popolo Rom che vive in Italia, dal nord al sud.</div>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">La speranza media di sopravvivenza degli 'zingari' in Italia si è abbassata a soli 35 anni, mentre la mortalità dei loro bambini è 15 volte superiore a quella degli altri cittadini. Sono numeri tragici, identici a quelli che caratterizzarono la condizione degli ebrei segregati nel ghetto di Varsavia, luogo simbolo dell'Olocausto.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Il sopravvissuto alla Shoah Piero Terracina, di fronte al martirio dei Rom in Italia ha affermato recentemente, con la voce strozzata e gli occhi lucidi: "<span class="style_3">Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo. Le leggi razziali e le atrocità che colpiscono oggi i Rom sono molto simili a quelle che toccarono a noi ebrei, durante la persecuzione nazifascista</span>".</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Tutto avviene nell'indifferenza generale e la campagna mediatica di stampo razzista ripropone le calunnie che permisero tanti pogrom, persecuzioni e stermini durante la Storia: i Rom stuprano le donne italiane, i Rom non vogliono lavorare perché preferiscono dedicarsi al crimine, i Rom rapiscono i bambini.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Il Gruppo EveryOne ha dimostrato che i casi di rapimento diffusi da politici razzisti e media erano montature e ha divulgato i dati risultanti da un'analisi minuziosa degli archivi di stato: dal 1899 ad oggi nessun cittadino Rom è mai stato condannato per rapimento di minore. Ma non basta, perché i Rom sono stati scelti quali capri espiatori di un'Italia che ha abbandonato la via della solidarietà, della tolleranza e dei Diritti Umani.</p>
<p class="paragraph_style_2"><img src="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/26_Cara_Europa._Appello_di_Rebecca_Covaciu_contro_la_persecuzione_dei_Rom_in_Italia_files/shapeimage_5.jpg" alt="" width="453" height="565" /></p>
<p class="paragraph_style_2">“<span class="style_3">Quando disegno, penso ai colori di un mondo migliore, dove anche noi possiamo essere felici. Da grande voglio aiutare i poveri e se diventerò un'artista famosa, voglio dipingere il mondo degli 'zingari', così tutti vedranno la verità. Vorrei parlare ai grandi, ai potenti, a quelli che potrebbero aiutare il mio popolo. Vorrei chiedergli di aiutarci, perché la nostra vita è troppo triste</span>".</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2">Rebecca ricorda Anne Frank, incapace di perdere il sorriso e la fiducia negli esseri umani, nonostante la spietata persecuzione che il suo popolo subisce qui in Italia.</p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2"><span class="style_4">La videointervista “Cara Europa” è la risposta al desiderio di Rebecca, che le consente di lanciare un appello all'Europa, contro la discriminazione che colpisce il suo popolo. È una testimonianza della persecuzione dei Rom in Italia e sarà presentato all'assemblea plenaria del Parlamento Europeo e all'Unicef, grazie a un'iniziativa del Gruppo EveryOne</span></p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_2"> </p>
<p class="paragraph_style_4"><em><span class="style_4">Nota: </span>Per vedere il video fai clic sull’immagine “Cara Europa” a inizio pagina. È richiesto </em><a title="http://www.apple.com/quicktime/download/" href="http://www.apple.com/quicktime/download/"><em>Apple QuickTime</em></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I rumeni bruciano bene]]></title>
<link>http://isoladeilotofagi.wordpress.com/?p=502</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 12:28:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>upuaut</dc:creator>
<guid>http://isoladeilotofagi.wordpress.com/?p=502</guid>
<description><![CDATA[Questo devono pensare dalle parti della Padania. 
Un articolo di Gennaro Carotenuto parla dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Questo devono pensare dalle parti della Padania. <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/2508-quanto-vale-la-vita-di-un-rumeno" target="_blank"></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.gennarocarotenuto.it/2508-quanto-vale-la-vita-di-un-rumeno" target="_blank">Un articolo di Gennaro Carotenuto</a> parla dell'omicidio di <strong>Adrian Cosmin</strong>, immigrato rumeno raggirato dai suoi datori di lavoro, di cui si fidava, costretto a sottoscrivere una polizza di assicurazione sulla vita a favore della moglie del suo capo e infine <strong>narcotizzato e bruciato vivo</strong> dagli stessi datori di lavoro per incassare il milione di euro del premio assicurativo. Vorrei vederla, questa coppia di trentenni di Verona con un figlio di dieci mesi: li immagino con un aspetto ammodo, persino simpatici, di quelle famigliole che ispirano fiducia, quando te le trovi accanto in spiaggia o al supermarket. E penso al bambino, e a come crescera', con genitori simili. Mi chiedo come si possa anche solo pensare a fare una cosa del genere quando si ha un figlio cosi' piccolo, e quale sia l'humus sociale ed etico su cui puo' crescere un simile frutto, quali valori, quali principi. Quale genere di aberrazione possa condurre a questo.</p>
<p style="text-align:justify;">Gennaro ricorda poi il caso di <strong>Jon Cazaku</strong>, a cui il datore di lavoro <strong>diede fuoco</strong> perche' si era permesso di chiedergli di essere messo in regola. Questo nel 2000, a Gallarate, in provincia di Varese. Nel 2009, ricorda Gennaro, il suo assassino sara' libero. Uno che dovrebbe passare <em>almeno</em> una trentina d'anni in galera, l'anno prossimo verra' scarcerato, e questo grazie soprattutto al sostanziale aiuto della Lega.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-503" src="http://isoladeilotofagi.wordpress.com/files/2008/06/molay_rogo.jpg" alt="" width="250" height="229" /></p>
<p style="text-align:justify;">Questo uso del <strong>fuoco</strong> a me ricorda i roghi di Ponticelli. E' vero che li' si tratta di rom, anziche' di rumeni, ma e' anche vero che per l'italiano medio non c'e' alcuna differenza. Il fuoco, in senso simbolico, e' strettamente legato al concetto di <strong>purificazione</strong>. Mica per niente streghe ed eretici venivano bruciati, quando ci sarebbero stati molti altri mezzi altrettanto efferati per ucciderli. Eretici e streghe erano il diverso per eccellenza. Ora il diverso e' il rumeno, il rom, l'albanese, il marocchino, ma apparentemente - se e' vero che la componente simbolica degli atti ha un significato - la volonta' di <em>sterilizzare</em> il mondo dalla presenza del diverso e' rimasta la stessa, dal Medioevo a questa parte, e nonostante la luccicante e tecnologica patina di civilta' che ci siamo dipinti addosso.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tempo di sondaggi...il BLOG...]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=191</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 14:18:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Sono passati ormai due mesi da quando con un blog appena nato sulla destra della homepage nacquero ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://terradiconfine.files.wordpress.com/2008/06/votantonio.jpg"><img class="size-medium wp-image-192" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/votantonio.jpg?w=300" alt="" width="300" height="258" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Sono passati ormai due mesi da quando con un blog appena nato sulla destra della homepage nacquero i nostri primi sondaggi, alla scoperta del mondo cibernetico, alla scoperta di chi visita il nostro blog frequentemente o chi ci è capitato per caso cercando Tibet su Google.</p>
<p class="MsoNormal">Sono passati due mesi ed è giunto il momento di tirare le somme dei sondaggi anche perché diventerebbero un po’ datati e noi che viviamo sulla cresta dell’onda non possiamo permettercelo. :D</p>
<p class="MsoNormal">E quindi ecco qui i risultati dei sondaggi del blog:</p>
<p class="MsoNormal">Alla domanda “<strong>Credi nella politica?</strong>” hanno risposto 55 persone. Netta maggioranza di NO con 44 voti e l’80% di percentuale rispetto al totale. Risicata minoranza dei SI con 11 voti ed il 20% di percentuale.</p>
<p class="MsoNormal">Sondaggio sulla politica in linea con l’opinione nazionale che vede in netto aumento il disamore nei confronti dell’antica arte della politica scalfita dai recenti scandali e dalla corruzione dilagante.</p>
<p class="MsoNormal">Alla domanda <strong>“Qual è il problema più grande di Ponticelli?”</strong>hanno risposto invece 48 persone, la cui maggioranza assoluta indica come problema principale di Ponticelli <strong>l’amministrazione pubblica</strong> (26 voti e 54%) . I nostri cari consiglieri farebbero bene quindi a rimboccarsi un po’ le mani...anche perché sono riusciti addirittura a sconfiggere la <strong>camorra</strong> (18 voti e 38%) nella classifica del problema peggiore.</p>
<p class="MsoNormal">Seguono distaccati <strong>situazione rom</strong> (3 voti e 6%), <strong>emergenza rifiuti</strong> (1 voti e 2%) e <strong>situazione Bipiani</strong> (0 voti e 0%).</p>
<p class="MsoNormal">Ringraziamo tutti coloro che visitano il nostro blog e che hanno votato nei sondaggi.</p>
<p class="MsoNormal">Il vostro pensiero è per noi molto importante, anche perché il blog è il nostro primo mezzo per arrivare alla gente.</p>
<p class="MsoNormal">P.S. Tra qualche giorno pubblicheremo gli esiti del <strong>sondaggio di TerradiConfine</strong> per il <strong>Social Fest</strong> e gli esiti dei concorsi di poesia (vedi <strong><a href="mailto:http://terradiconfine.wordpress.com/social-fest/">Poesia di Confine</a></strong>) e il concorso per il logo di TerradiConfine (vedi <strong><a href="mailto:http://terradiconfine.wordpress.com/concorso-logo/">Concorso logo</a></strong>)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;">Roberto Zabberoni</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[«Tutto colore!»]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=186</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:37:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
<guid>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=186</guid>
<description><![CDATA[ 
Domenica 8 giugno i Giardini del Rione Incis sono in festa. Non è una calda mattina di primavera,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/05/social_fest-gif1.gif"> </a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><a href="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/05/social_fest-gif1.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-162" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/05/social_fest-gif1.gif?w=128" alt="" width="128" height="83" /></a><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Domenica 8 giugno i Giardini del Rione Incis sono in festa. Non è una calda mattina di primavera, il cielo è nuvoloso e di luce ce n’è poca, a tratti. Eppure la piazza si riempie di colori, di voci, di giochi. È il Social Fest, e <strong><span style="color:#ff6600;">TerradiConfine</span></strong> partecipa con tutto l’entusiasmo che ha.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Tante le associazioni ed i gruppi presenti alla manifestazione; nei vari stand sono esposti prodotti del commercio equo e solidale, creazioni di bambini e ragazzi, cartelloni colorati, foto. E non mancano le attività da svolgere sul luogo: c’è lo stand con bottoni e perline per creare gioielli, portachiavi e oggetti decorativi, c’è lo stand in cui si prepara la pasta di sale, ci sono ragazzi che costruiscono girandole e aquiloni colorati, c’è il grande telone che insegna la raccolta differenziata, c’è il lenzuolo su cui scrivere <em>“cosa vorresti per Ponticelli”, </em>ci sono i writers che disegnano in grande il logo del Social Fest, c’è il gruppo di giovani percussionisti, ci sono i ragazzi che fanno breakdance, ci sono sondaggisti che vanno in giro a fare domande, c’è il banchetto dei ragazzi di Wikinapoli con i prodotti tipici della Campania. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Soprattutto, ci sono i bambini che giocano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">A loro TerradiConfine dedica l’intera mattinata, e come non farsi coinvolgere dall’atmosfera di festa e di colore? In pochi minuti la serietà (ed il sonno) di quegli stessi ragazzi che poco prima studiavano tecniche e strategie di montaggio del gazebo, riuscendo dopo mille fatiche e calcoli matematici ad evitare che volasse via, ecco, tutta quella serietà scompare, coperta da uno spesso strato di tempere colorate. Allo stand non c’è nessuno che non abbia il viso dipinto. Ma i più belli e colorati sono loro, i bambini, che si lasciano truccare da indiani e partecipano ai nostri giochi. È il turno del <em>tiro alla fune</em>, poi della <em>settimana</em>, poi della <em>corsa nei sacchi</em>: insomma di quei <em>giochi di strada</em> che oggi i bambini quasi non conoscono più.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">Ma il Social Fest è anche altro: mentre si festeggia e ci si diverte, non mancano momenti di riflessione e dibattito sui grandi temi che coinvolgono associazioni e cittadini tutti. Così, tra un gioco e l’altro, si parla di raccolta differenziata, si focalizza l’attenzione sulla solidarietà, si discute di immigrazione. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">È la forza della <em>piazza</em>: i cittadini che si incontrano e si confrontano non fanno altro che prendere possesso dei loro spazi, e costituiscono quella società civile che è alla base della vita pubblica. La piazza diventa luogo di aggregazione, luogo di divertimento, luogo di dibattito. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">La piazza riconquistata ai cittadini è il segno che questo nostro quartiere non vuole rimanere <em>tra le mura domestiche</em>, ma che ha tanto da esprimere e tanta voglia di farlo. Ecco perché si festeggia: perché dal momento della festa nasca una nuova consapevolezza cittadina di essere parte attiva della nostra società.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><em><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#ff6600;">Perché questa nostra </span></em><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#ff6600;">terra di confine<em> impari a miscelare i colori, ed a dipingersi il viso tutti i giorni.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:150%;"><a href="http://terradiconfine.files.wordpress.com/2008/06/social-fest-088.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-187" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/06/social-fest-088.jpg" alt="" width="510" height="382" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:right;line-height:150%;">giulia</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;color:#ff6600;"><em> </em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il buffone, il pagliaccio...]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=184</link>
<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 13:29:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[
«Uno dei miei sogni era stato quello di rimanere nella mia terra, raccontarla e continuare, come d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/I2sJf8l5wvc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/I2sJf8l5wvc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>«Uno dei miei sogni era stato quello di rimanere nella mia terra, raccontarla e continuare, come dire, "a resistere".»</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sociological Demonstrator]]></title>
<link>http://testsociety.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 17:09:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>typewritten</dc:creator>
<guid>http://testsociety.wordpress.com/?p=79</guid>
<description><![CDATA[The &#8220;nazional-conservatore&#8221; politician Alfredo Mantovano, now in office in Berlusconi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>The <a href="http://www.alleanzanazionale.it/">"nazional-conservatore"</a> politician <a href="http://www.mantovano.it/">Alfredo Mantovano</a>, now in office in Berlusconi's Italy, recently said the following in an interview with <em>Il Tempo</em>:</p>
<blockquote><p>"As both statistical figures and sociological reality demonstrate, the Roma people are an ethnic group connected to some types of crime. Robbery, assault and, sometimes, as in Ponticelli, kidnapping." (from <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&#38;storyID=2008-05-31T080728Z_01_LAN128276_RTRIDST_0_OITTP-MANTOVANO-ROM.XML">"Rom, Mantovano: etnia connessa con certo tipo reati"</a>, <em>Reuters Italia</em>, May 31 2008)</p></blockquote>
<p>Of course, this can be rightly seen as yet another neo-ex-fascist call for a little pogrom, which was what happened in the Naples district of Ponticelli, incidentally, where the Camorra joined the cops into an attack on Roma camps (see <a href="http://www.independent.co.uk/news/world/europe/italian-tolerance-goes-up-in-smoke-as-gypsy-camp-is-burnt-to-ground-829318.html">"Italian tolerance goes up in smoke as Gypsy camp is burnt to ground"</a>, <em>The Independent</em>, May 16 2008).</p>
<p>But, on another level, the excerpt exemplifies also a most outstanding evolution of the sociological epistemology of ethnic identity. No need for cumbersome explanations anymore. Sociological reality now self-demonstrates. After decades stretching out the idea that people should naturally behave in certain ways (e.g. prefer this sort of food or that sort of crime) because they have this thing called ethnicity or culture or whatever, and adding to that the clever intuition according to which correlation is not that far from causation, now Mantovano can go straight to the point (the cleansing part).</p>
<p>Except that, in order to have a perfectly convincing and fully sociological demonstration in that line of analysis, the following proposition should be added to Mantovano's statement: "as statistical figures and sociological reality demonstrate, Italian fascists are a cultural group that like to fool around with gangsters and to set people on fire".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[contro ogni violenza, contro il razzismo, ricordare i Rom vittime dei roghi di Ponticelli a Napoli ]]></title>
<link>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 15:59:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>iniziativa noviolenta</dc:creator>
<guid>http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/?p=22</guid>
<description><![CDATA[In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.
Violenza xenofoba c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iniziativanonviolenta.files.wordpress.com/2008/06/primopiano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-21" src="http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/files/2008/06/primopiano.jpg" alt="" width="342" height="192" /></a>In questi giorni stiamo assistendo a un crescendo di violenza a diversi livelli.</p>
<div>Violenza xenofoba contro gli immigrati; razzista contro Rom e Sinti; di<br />
polizia contro quanti protestano per difendere il proprio territorio;<br />
di Cosa nostra, della Camorra e della ‘Ndrangheta con le loro<br />
estorsioni. In questo contesto è particolarmente esposto chiunque sia<br />
“diverso”: oggi il rumeno, il nero, il cinese, come ieri il<br />
meridionale, il “terrone”.<br />
 <br />
Questa subcultura della violenza purtroppo lascia indifferenti o<br />
vede complici ampi strati della società, venendo così strumentalizzata<br />
da molta parte del mondo politico, per fini non solo elettoralistici.</div>
<div> Questa subcultura si esprime e si fonda nelle paure, di singoli e di gruppo:<br />
 che, senza un governo autorevole, si rifugiano nell’autoritarismo.<br />
Autoritarismo che ha fruttato al Paese più richiami internazionali: dalla U.E.,<br />
 all’ O.N.U., alla S. Sede.</div>
<div>Come Chiese, religiosi e laici cristiani non vogliamo stare a guardare !</div>
<div>Bisogna tornare ad essere “Chiesa Confessante”, affermando insieme<br />
una Fede non connivente col potere abusato; una Fede capace di testimoniare<br />
la Verità di fronte a tutti i violenti e nella vicinanza a quanti soffrono e chiedono<br />
giustizia.</div>
<div>Una giustizia giusta, perché coerente, e non del doppio binario, quale<br />
quella che si va profilando: draconiana con i deboli e remissiva con i<br />
forti.</div>
<div> Intendiamo essere quindi Chiesa ricca della testimonianza dei tanti Puglisi,<br />
 Romero, M.L. King, Jagerstatter, Bonhoeffer, Trocmé, Abbè Pierre, don Zeno …,<br />
che hanno saputo tenere alta la Coscienza di fronte alla violenza dilagante del loro<br />
tempo e dei loro luoghi.</div>
<div> Per questo, ad un mese dall’aggressione ai Rom di Ponticelli a Napoli, invitiamo tutti<br />
all’iniziativa nell’arco della prossima settimana, con un giorno di digiuno, ricordando i fatti<br />
nelle celebrazioni liturgiche, promuovendo iniziative di informazione, con iniziative nonviolente.</div>
<div> E’importante creare momenti di testimonianza, civile e religiosa: per la Giustizia e la Pace,<br />
ineludibilmente basate sul rispetto della dignità di ogni persona umana.</div>
<div>- Fra’ Graziano Bruno ofm - promotore di Gpic</div>
<div>- Francesco Lo Cascio - Movimento Internazionale della<br />
Riconciliazione</div>
<div>- Salvatore Scaglia - laico domenicano componente di Gpic</div>
<div>-Bruno Di Maio SAE segretariato attività ecumeniche<br />
 <br />
per adesioni e comunicazione delle iniziative: <a href="mailto:giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com"><span style="color:#333333;">giustizia-pace-integrita-del-creato@googlegroups.com</span></a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ziganopedocleptia Relativistica]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=511</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 11:38:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=511</guid>
<description><![CDATA[Un&#8217;interessantissima serie dedicata da Lisa, l&#8217;autrice del blog Paniscus, &#8220;alla Zi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un'interessantissima serie dedicata da Lisa, l'autrice del blog Paniscus, "<em>alla <a href="http://paniscus.splinder.com/post/17068075/" target="_blank">Zingara Rapitrice perpetua</a>, quella che si aggira senza requie tra gli orli e le cuciture della storia come il </em><a href="http://sognirossi.spaces.live.com/blog/cns!3C5459B163B0D15F!1798.entry" target="_blank"><em>Kowalsky </em></a><em>dei Gang e l'</em><a href="http://xoomer.alice.it/hitfc/canzoni09bb.htm" target="_blank"><em>eterno soldato</em></a><em> di Roberto Vecchioni</em>".</p>
<p>"<em>Proprio lei, sempre la stessa: quella che in tutti i centri commerciali d'Italia, o in tutte le piazze affollate di città turistiche, periodicamente </em><a href="http://paniscus.splinder.com/1185841591#13281832" target="_blank"><em>tenta di sequestrare un bambino nostrano</em></a>" spesso manifestando almeno sui giornali, delle doti di ubiquita' e rapidita' da fisica relativistica, se non addirittura oltre i limiti del paranormale...</p>
<ul>
<li>Si comincia il 31 Luglio 2007, con la denuncia della notizia (poi rivelatasi naturalmente <a href="http://paniscus.splinder.com/post/13307819/" target="_blank">falsa</a>) del tentativo da parte di <a href="http://paniscus.splinder.com/1185841591#13281832" target="_blank">una "donna nomade" di rapire un bambino di tre anni su una spiaggia siciliana</a>. </li>
<li>Eccoci poi all'11 Maggio 2008, e ai primi dubbi sulla veridicita' del presunto <a href="http://paniscus.splinder.com/post/17068075/" target="_blank">rapimento di neonata nel quartiere Ponticelli</a> di Napoli: rapimento che con quasi assoluta certezza si puo' dire <a href="http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Anti-gypsy_sentiments_out_of_control_in_Italy._The_truth_about_the_kidnapping_in_Naples.html" target="_blank">non sia mai stato tentato</a></li>
<li>Si passa al 20 Maggio 2008, con una disanima di quanto sia improbabile l'ennesima storia di <a href="http://paniscus.splinder.com/post/17180567/La+zingara+relativistica" target="_blank">sventato rapimento di bambina di tre anni da parte di tre zingari, questa volta a Catania</a>. Improbabilita' che e' stata parzialmente risolta su <a href="http://paniscus.splinder.com/post/17198605/La+zingara+DOPPIAMENTE+relativ" target="_blank">"La Repubblica" distorcendo il testo della notizia originale ANSA</a>.</li>
<li>Arriviamo dunque al 24 Maggio 2008: stavolta tocca a Sanremo, dove "una madre" ha fatto tanto rumore per nulla, e i ligi poliziotti avevano gia' cominciato a <a href="http://paniscus.splinder.com/post/17229730/E+basta%2C+adesso..." target="_blank">"perlustrare" una zona alla ricerca di "campi nomadi"</a></li>
</ul>
<p>Come scrive Lisa:</p>
<blockquote><p><a href="http://paniscus.splinder.com/1185841591#13281832" target="_blank"><em>Mai 'na volta che ci riuscisse</em></a><em>: puntualmente messa in fuga dalle grida disperate della madre, bloccata dai passanti, spesso ritrovata all'ultimo momento nel bagno del supermercato con la piccola vittima nascosta sotto la lunga gonna, solitamente scomparsa, qualche volta arrestata ma rilasciata subito, mai dimostrata colpevole, mai condannata esemplarmente per un reato così grave; e però, ogni volta,  immortalata e cristallizzata nella memoria collettiva, ed eletta a mito da qualche migliaio di persone in più, che da quel giorno in poi saranno prontissime a spergiurare che "</em>...è dimostrato che questi fattacci esistono, me lo ricordo bene io quel caso che successe una volta tre anni fa che ne parlarono tutti i giornali per una settimana!<em>"</em></p></blockquote>
<p>C'e' quindi abbastanza materiale per far si' che le "ipotesi" qui sotto non siano affatto azzardate:</p>
<ol>
<li>Ulteriori storie di rapimenti o tentati rapimenti di bambini da parte di Rom sono da considerare false fino a prova contraria</li>
<li>Il numero di rapimenti di bambini da parte di Rom e' zero. Altrimenti alla prima prova/condanna ci sarebbe un martellamento mediatico senza precedenti</li>
<li>Il pregiudizio contro i Rom in Italia si manifesta sotto forma di razzismo</li>
<li>Alcuni <a href="http://www.kelebekler.com/occ/lecco01.htm" target="_blank">giornalisti sono incapaci o indegni</a> (bella scoperta!)</li>
</ol>
<p>Rifacciamoci gli occhi quindi con una semplice riflessione da parte di una persona seria:</p>
<blockquote><p><em>Quando leggo di due casi tanto simili e spaventosi nell'arco di pochi giorni, in questo clima da caccia all'untore, le mie pur vecchie antenne di cronista si rizzano. <strong>Possibile che questi Rom proprio adesso, mentre sanno di essere sotto il fuoco incrociato e non metaforico di governo e di popolazione, si lancino in massa a rapire bambini italiani, il peggiore dei reati possibili, penalmente e psicologicamente?</strong> Poi inciampo in una storia che nessun TG, certamente non l'orrido TG1 autocelebratorio del momento, vi racconterà, dopo avere dato ampio credito alla mamma sconvolta, una storia che apre qualche dubbio almeno sulla vicenda di Ponticelli che ha scatenato il pogrom e che potete leggere in inglese sul sito dell'organizzazione per i diritti civili Gruppo EveryOne o, in italiano su <a href="http://www.annesdoor.com/club.html#195082" target="_blank">http://www.annesdoor.com/club.html#195082</a>, grazie a Luca Sofri e al suo "Wittgenstein". Non so, perché sono sempre scettico (non cinico) se questa sia la verità o se sia soltanto la versione della difesa, ma so, e così rispondo anche a lei, che prima di aprire la botola, far correre le palline di cianuro, fare pulizie con le molotov o pompare la siringa, occorre sempre fermarsi e pensare. Non sempre le cose sono quello che appaiono.</em> (<a href="http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/letterealdirettore/puerta-puerta/puerta-puerta.html" target="_blank">Vittorio Zucconi, La Repubblica, 21 Maggio 2008</a>)</p></blockquote>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Razzismo e xenofobia: ricomincio da tre]]></title>
<link>http://marcocampione.wordpress.com/?p=87</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 11:09:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcocampione</dc:creator>
<guid>http://marcocampione.wordpress.com/?p=87</guid>
<description><![CDATA[Perdonatemi, sarò ingenuo, sarò stupido, sarò prevenuto, ma io non capisco perchè le confessioni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Perdonatemi, sarò ingenuo, sarò stupido, sarò prevenuto, ma io non capisco perchè le confessioni di Dario Chianelli cambierebbero le carte in tavola. Mi vengono da fare tre considerazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima considerazione: se a guidare un raid razzista, intollerante e xenofobo è qualcuno che si auto proclama di sinistra quell'azione diventa meno razzista, intollerante e xenofoba? se a fare la stessa azione c'è "anche un nero" cambia il nostro giudizio? Il mio no.</p>
<p style="text-align:justify;">Seconda considerazione: si può essere preoccupati per l'ondata razzista intollerante e xenofoba che ha portato ad esempio ai fatti di Ponticelli e del Pigneto e pensare che su questo i media e le forze politiche del centrodestra abbiano pesanti responsabilità senza passare per estremisti?</p>
<p style="text-align:justify;">Terza considerazione: se uno ha un tatuaggio del Che, diventa di sinistra? (vedi anche quanto scritto <a href="http://quadernino.wordpress.com/2008/05/30/e-con-questo-non-voglio-dir-nulla-salvo-quello-che-dico/" target="_blank">qui</a>); le sue azioni razziste, intolleranti e xenofobe diventano senza riferimento ideologico? Il razzismo ha un'impronta ideologica che semplificando possiamo tranquillamente definire "di destra". Se a essere razzista è gente che si definisce di sinistra sarà un problema di quelle persone, non di chi definisce "di destra" il razzismo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Segnalo...]]></title>
<link>http://isoladeilotofagi.wordpress.com/?p=475</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 00:46:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>upuaut</dc:creator>
<guid>http://isoladeilotofagi.wordpress.com/?p=475</guid>
<description><![CDATA[&#8230;un eccezionale articolo di alex321 sui fatti di Ponticelli. Da leggere tutto (e&#8217; lungo,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">...un <strong>eccezionale</strong> articolo di alex321 sui <a href="http://alex321.splinder.com/post/17257137" target="_blank">fatti di Ponticelli</a>. Da leggere tutto (e' lungo, ma merita, eccome se merita), da salvare e magari da far girare, che certe cose e' bene che si sappiano e sono in pochi a raccontarle come si deve.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Almirante, Brunetta, Liberazione, De Gregori, Rete 4 e i temi di Ponticelli]]></title>
<link>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2343</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 20:31:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antonio Vergara</dc:creator>
<guid>http://antoniovergara.wordpress.com/?p=2343</guid>
<description><![CDATA[Oggi arrivo lungo per cui sono costretto a concentrare in un unico post diverse temi.

L’idea del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi arrivo lungo per cui sono costretto a concentrare in un unico post diverse temi.</p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/almirante.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2344" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/almirante.jpg?w=300" alt="" width="300" height="192" /></a></p>
<p><span>L’idea del  sindaco di Roma Alemanno di <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/proposte-alemanno/condanna-fini/condanna-fini.html" target="_blank">intitolare una strada ad Almirante</a> è una cosa ridicola. Si pensava che Alemanno indirizzasse il suo cipiglio decisionista verso problemi ben più seri e invece si è impaludato nelle sabbie mobili di una polemica francamente inutile. Il virus della toponomastica ha colpito anche lui, che in campagna elettorale si diceva vaccinato alle cose propagandistiche. Per di più Almirante ha un passato da capo di gabinetto nel MinCulPop dei repubblichini e da bastonatore nelle piazze. Ma alla stortura si aggiunge stortura: cioè un veltronismo latente che porta Alemanno a voler dedicare una strada anche per uno di sinistra (Berlinguer) e uno di centro (Fanfani). La par condicio rispettata anche in toponomastica.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/sansonetti-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2345" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/sansonetti-01.jpg?w=300" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p><span>Liberazione, l’house organ di Rifondazione Comunista, è abbonato alle cause perse. Adesso s’è messo a sponsorizzare la <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_24/rifondazione_chiede_la_grazia_per_la_franzoni_c4cc44ea-2964-11dd-ac23-00144f02aabc.shtml" target="_blank">grazia per Annamaria Franzoni</a>. Una cosa talmente impopolare che solo a nominarla si perdono voti. Ma loro sono così, autolesionisti sino in fondo. Peraltro per la grazia non sussistono i fondamenti visto che la Franzoni non si è mai dichiarata colpevole di figlicidio e quindi pentita.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/brunetta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2346" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/brunetta.jpg?w=296" alt="" width="296" height="179" /></a></p>
<p><span>Brunetta sarà pure animato di buoni propositi, ma quando ha parlato dei dipendenti pubblici come una casta di fannulloni da educare si è praticamente castrato da solo. L’espressione “colpirne uno per educarne cento”, direttamente mutuata dalle Br, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/05/Cgil-abbandona-tavolo.shtml?uuid=c9d9764a-2cc7-11dd-92a8-00000e251029&#38;DocRulesView=Libero" target="_blank">non è piaciuta ai sindacati</a>. Si preannunciano momenti difficili per l’hobbit della Funzione Pubblica.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/150px-rete_4.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2347" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/150px-rete_4.png?w=150" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><span>I giornali titolano a tutto spiano: il <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_28/rete4_incontro_emendamento_frequenze_gentiloni_romani_5a064bc8-2c94-11dd-8f6e-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Pd dichiara la fine dell’ostruzionismo, il governo rinuncia al decreto</a> salva rete 4. Voi ci credete che Berlusconi manderà sul satellite rete 4? Io no.</span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/ansa_13047227_08510.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2348" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/ansa_13047227_08510.jpg?w=230" alt="" width="230" height="218" /></a></p>
<p><span>Certe volte ci si stupisce di cose ovvie. Quando un bambino nasce e cresce in un ambiente malfamato, povero, permeato e inquinato dalla camorra è fisiologico che riproponga quell’aria che respira <a href="http://napoli.repubblica.it/multimedia/home/2278510/1/4" target="_blank">nei temi assegnati a scuola. </a></span></p>
<p><a href="http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/05/de-gregori.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2349" src="http://antoniovergara.wordpress.com/files/2008/05/de-gregori.jpg?w=300" alt="" width="300" height="265" /></a></p>
<p><span>“Sono di sinistra, ma non le appartengo. Voglio avere la libertà di poter verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri. Quando cambierò idea, lo dirò. O forse no. Sono fatti miei”. Il concetto espresso da <a href="http://dagospia.excite.it/articolo_index_40768.html" target="_blank">De Gregori su Vanity Fair</a> è bellissimo e per certi versi condivisibile. Non si può dire altrettanto del suo ultimo album, per brevità chiamato artista, svaporato della vena poetica dei bei tempi. L’unico brano degno di nota è “<a href="http://it.youtube.com/watch?v=lZlBfIEhZDk" target="_blank">celebrazione</a>”.</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Viaggio nel delirio]]></title>
<link>http://terradiconfine.wordpress.com/?p=158</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 10:28:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>terradiconfine</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Salve sono Jack, il vostro “tom tom” personale, vi guiderò in un viaggio nel delirio.
Avete m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://terradiconfine.files.wordpress.com/2008/05/inf25xanx_20080525.jpg"><img class="size-medium wp-image-156" src="http://terradiconfine.wordpress.com/files/2008/05/inf25xanx_20080525.jpg?w=300" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Salve sono Jack, il vostro “tom tom” personale, vi guiderò in un viaggio nel delirio.</p>
<p class="MsoNormal">Avete messo la cintura?</p>
<p class="MsoNormal">3...2...1...Go!!!</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Welcome in Ponticelli.</strong></p>
<p class="MsoNormal">Stiamo tornando dal solito “taralli e birra” su via Caracciolo e finiamo in <strong>via Argine</strong>, mantenete la destra e potrete ammirare i lavori di costruzione del nuovo centro Auchan, 50 pompe di benzina, qualche capannone dismesso; <span> </span>alla vostra sinistra potrete ammirare invece <strong>via delle Industrie</strong>, dove “avrebbero dovuto ospitare i rom” se non fosse per il solito gioco di scaricabarile tra Municipalità e Comune, tra Comune e Municipalità (mica ci saremo risparmiati la follia incendiaria degli abitanti di Ponticelli).</p>
<p class="MsoNormal">Superata la rotonda dove solo per qualche giorno abbiamo visto qualche pattuglia della polizia e dei carabinieri, proseguite diritto, superato qualche semaforo, girate a destra e sarete in Viale Margherita.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>Viale Margherita</strong>, allegra strada dove tra qualche persona che gioca a carte e qualche motorino che sfreccia sul marciapiede, vi potrete rifocillare in qualche bar sempre ammesso che troverete il posto per parcheggiare.</p>
<p class="MsoNormal">Al termine del Viale Margherita, troverete quella mostruosa entità del palazzo di Vetro in stile Nazioni Unite della ex <strong>Circoscrizione di Ponticelli</strong>, dove forse potrete intravedere qualche notorietà del calibro del Presidente della Municipalità, del consigliere di turno, e se dovete prelevare un documento vi consiglio di portare coperte e lenzuola per la nottata. La carta d’identità sarà pronta in “appena” 5 giorni!!!</p>
<p class="MsoNormal">Proseguite per lo <strong>stretto di Ponticelli</strong>, luogo caratteristico, cuore pulsante della Ponticelli per bene, tutte facce allegre e simpatiche che cantando Alessio e Raffaello allietano il vostro viaggio. <span> </span></p>
<p class="MsoNormal">Siete su <strong>Corso Ponticelli</strong>, ora se avete a disposizione in macchina un kit di sopravvivenza è arrivato il momento di utilizzarlo. Tra macchine in quinta fila (ringraziamo i nostri amati politici ponticellesi per la genialità del progetto di riqualificazione dell’area con marciapiedi larghissimi, con 2 posti per il parcheggio, con una piazzetta buona per lo spaccio della droga), arrivare su <