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	<title>pedofilia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/pedofilia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "pedofilia"</description>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 11:45:08 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[PEDOFILIA:REGGIO CALABRIA, "DARKANGEL", UN OPERAIO DI 40 ANNI]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=544</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 10:11:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/14/pedofiliareggio-calabria-darkangel-un-operaio-di-40-anni/</guid>
<description><![CDATA[Un operaio, D.F., di 40 anni, e&#8217; stato arrestato dalla polizia postale a Cittanova per divulga]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/angelo-nero1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-548" title="angelo-nero1" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/angelo-nero1.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Un operaio, D.F., di 40 <span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">anni, e' stato arrestato dalla polizia postale a Cittanova per </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">divulgazione di immagini pedo-pornografiche su internet. </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> All'uomo e' stata notificata una ordinanza di custodia </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">cautelare emessa dal Gip del tribunale di Palmi, Maurizio </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Salamone, che ha accolto la richiesta del Procuratore Vincenzo </span></p>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Lombardo e del sostituto, Ivana Sassi.Gli investigatori hanno individuato 60 <span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">persone iscritte al sito che diffondevano le immagini </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">pedo-pornografiche. Tra questi solamente uno era italiano ed e' </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">stato arrestato.</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">L'uomo e' stato trovato in possesso di migliaia di files. Un </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">centinaio di dvd sono risultati criptati. (ANSA).</span> </span></div>
<div><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></div>
<p><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA: DON CANTINI, VESCOVO MANIAGO:"SONO SBIGOTTITO.....HA TRADITO LA FIDUCIA DEI FEDELI]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=537</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:59:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/14/pedofilia-don-cantini-vescovo-maniagosono-sbigottitoha-tradito-la-fiducia-dei-fedeli/</guid>
<description><![CDATA[Così il vescovo ausiliario Claudio Maniago, allievo prediletto dell&#8217;ex parroco della Regina d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Così il vescovo ausiliario Claudio Maniago, allievo prediletto dell'ex parroco della Regina della Pace, commenta la sentenza di papa Benedetto XVI perché ritenuto responsabile di "abusi sessuali e psicologici compiuti tra il 1973 e il 1987"</p>
<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/news.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-538" title="news" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/news.jpg" alt="" width="78" height="80" /></a>Firenze, 14 ottobre 2008 - <strong>"Don Cantini ha tradito la fiducia e la stima della comunità ecclesiale e mi hanno sconvolto e sbigottito i fatti che lo hanno riguardato". </strong>Con queste parole il vescovo ausiliare di Firenze, monsignor Claudio Maniago, ha commentato ieri sera a Radio Toscana la condanna pronunciata da Benedetto XVI nei confronti dell’ex parroco della Regina della Pace, comunità alla periferia del capoluogo regionale, perché ritenuto responsabile di "abusi sessuali e psicologici compiuti tra il 1973 e il 1987". Parole che forse gli ex parrocchiani della comunità di Ponte di Mezzo avrebbero preferito ascoltare già da tempo. Anche perché monsignor Maniago in quella parrocchia è cresciuto e si è formato. E don Cantini lo conosce molto bene, essendone stato il suo ‘allievo spirituale prediletto’. Ma i tempi della Chiesa sono questi e fino a quando non c’è stata la pronuncia definitiva del Santo Padre il vescovo ausiliare ha preferito aspettare in silenzio.</p>
<p> </p>
<p><strong>"I fatti che riguardano don Cantini - ha spiegato l’ausiliare di Firenze ai microfoni di Radio Toscana - sono stati per me fonte di sconvolgimento,</strong> anzi di interiore sbigottimento. Ho voluto mantenere riservatezza non perché ne avessi sottovalutato la gravità, ma perché ho voluto rispettare la discrezione richiesta da un caso così doloroso, sostenendo il delicato lavoro di discernimento che ha impegnato prima il cardinale Antonelli e poi la Santa Sede". Così, a ventiquattro ore dalla dura pronuncia del Papa, che ha "ridotto allo stato laicale don Cantini" imponendogli anche "l’obbligo di dimora vigilata, in spirito di preghiera e penitenza, in una residenza stabilita dall’Arcivescovo di Firenze", pena la scomunica in caso di disobbedienza da tali disposizioni, l’ex ‘allievo prediletto’, divenuto vescovo ausiliare nel 2003, ha deciso di rompere il suo silenzio.</p>
<p> </p>
<p><strong>Ma come valuta monsignor Maniago la ‘notificazione’ di papa Ratzinger? "Ringrazio il Santo Padre - ha risposto a Radio Toscana -</strong> che, con una decisione forte e determinata, dopo un cammino lungo e impegnativo, ha offerto a questa triste vicenda un giudizio chiaro e inequivocabile. Essa ovviamente non sminuisce il dolore per le vittime e lo sconcerto per quanto è accaduto, ma aiuta a ritrovare speranza, nella logica della fede in Cristo risorto, che illumina e dà senso anche alle ferite più profonde. Così come non lascia indifferenti lo scandalo provocato da chi avrebbe dovuto essere maestro e testimone e invece ha tradito la fiducia e la stima della comunità ecclesiale". "La decisione del Papa, così nitida, aiuta a riconoscere il peccato e costituisce per il peccatore un’occasione di espiazione e di richiesta di perdono. Credo - ha concluso il vescovo ausiliare di Firenze - che essa possa intendersi anche come un invito rivolto a tutti a riprendere con fiducia un cammino di fede, che nessuno scandalo deve poter fermare, con rinnovato impegno e consapevolezza delle responsabilità che ognuno è chiamato a vivere senza compromessi e nel pieno rispetto per la persona umana: è questo il grande insegnamento del Vangelo".</p>
<p> </p>
<p><strong>Ma ieri monsignor Maniago non è stato l’unico a intervenire sulla severa condanna pronunciata da Benedetto XVI.</strong> Anche le vittime di don Cantini hanno fatto sentire la loro voce. Una voce d’accusa perché, pur riconoscendo che "finalmente è stata fatta giustizia", continuano a puntare l’indice contro le omissioni che hanno circondato questa "dolorosa e scandalosa vicenda" come l’ha definita la stessa Curia fiorentina. "Il Santo Padre - hanno affermato - ha finalmente fatto luce sui fatti che noi denunciavamo da anni. Anni in cui nessuno si è scusato per quello che ci è stato fatto. Basti pensare a tutte le persone che non ci hanno creduto, che hanno difeso don Cantini, addirittura lo hanno coperto. Questo riconoscimento di colpevolezza del Santo Padre, deve essere come un macigno per chi non ha vigilato di fatto permettendo gli abusi. In parrocchia prima, nella curia poi".</p>
<p class="autore">Tommaso Strambi</p>
<p class="autore"><a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/14/125168-maniago_sono_sbigottito_cantini.shtml">http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/14/125168-maniago_sono_sbigottito_cantini.shtml</a></p>
<p class="autore"><strong>Vorrei sottolineare come il Vescovo Ausiliario, Claudio "Maniago", sia grato al Papa <strong></strong></strong>Benedetto XVI, per la sua decisione presa, (far ritornare don Cantini allo stato laico) e consiglia alle famiglie dei bambini abusati di trovare il perdono in un cammino di fede!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
<p class="autore"><strong>Fede, nella giustizzia che ha punito un maniaco che sicuramente ripeterà le sue gesta. Il Papa e la chiesa, quindi sempre il Papa, non li dovremmo ringraziare, ma dovrebbero loro incominciare a prendere una posizione netta e chiara in queste vicende, visto che di preti pedofili e la pedofilia nella chiesa stanno venendo sempre più allo scoperto, e non perchè la chiesa lo denuncia, ma perchè sono quelle povere famiglie che denunciano, e sono ostacolate proprio della chiesa.</strong></p>
<p class="autore"><strong> Tirate giù questo muro di omertà, solo allora potremmo dire grazie al Papa e alla chiesa!!!!!!!!</strong></p>
<p class="autore"><strong>Lucignolo</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA: PONZANO, IL NONNO MI TOCCAVA LA FARFALLINA]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=534</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:36:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/14/pedofilia-ponzano-il-nonno-mi-toccava-la-farfallina/</guid>
<description><![CDATA[Ponzano – Sarà processato il prossimo 21 ottobre il sessantacinquenne accusato di violenza sessua]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ponzano – Sarà processato il prossimo 21 ottobre il sessantacinquenne accusato di violenza sessuale sulla nipotina e sull’amichetta di lei. L’anziano, secondo le indagini della Squadra Mobile e le accuse formulate dal sostituto procuratore Valeria Sanzari, avrebbe molestato le piccole mentre le accompagnava a scuola o quando restava solo con loro, toccandole alle parti intime e facendosi a sua volta accarezzare i genitali.</p>
<p>L’uomo godeva della più assoluta fiducia dei genitori. La situazione era emersa durante un corso di educazione sessuale organizzato nelle scuole trevigiane dall’Usl 9 e frequentato anche dalle due bambine che, colta la situazione, avevano inviato due letterine alla psicoterapeuta. Lettere nelle quali affermavano tra l’altro: «Adesso che sappiamo come si chiamano gli organi sessuali - hanno scritto le bambine - Adesso possiamo raccontare che da anni... ci tocca continuamente la vagina».</p>
<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/violenza-nonno.jpg"></a>Ad accusare l’uomo ci sono anche alcuni bigliettini che le amichette si erano scambiate tra loro: «Io sono stufa di uscire con... Ogni volta mi tocca la farfallina» aveva scritto una delle bambine. L’uomo interrogato dalla polizia aveva negato le accuse a suo carico, avvalendosi della facoltà di non rispondere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abusi su minori: un altro sacerdote indagato all'Istituto Berazi di Udine.]]></title>
<link>http://mammadolce.wordpress.com/?p=663</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:29:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>mammadolce</dc:creator>
<guid>http://mammadolce.ca.wordpress.com/2008/10/14/abusi-su-minori-un-altro-sacerdote-indagato-allistituto-berazi-di-udine/</guid>
<description><![CDATA[Il Giustiziere degli Angeli
Agli inizi di settembre scoppia il caso  di abusi sessuali su minori n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">Il Giustiziere degli Angeli</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#008000;">Agli inizi di settembre scoppia il </span></strong><a href="http://mammadolce.wordpress.com/2008/09/06/pedofilia-e-chiesa-ad-udine-un-prete-di-60anni-indagato-per-abusi-sessuali-su-minore/"><strong><span style="color:#0000ff;">caso</span></strong></a><strong><span style="color:#008000;"><span style="color:#0000ff;"> </span> di abusi sessuali su minori nell'Istituto Bearzi di Udine. Gli articoli si susseguono ( vedi </span></strong><a href="http://mammadolce.wordpress.com/2008/09/07/pedofilia-ho-denunciato-il-prete-affinche-questo-non-accada-piu-intanto-riceve-minacce-ed-insulti/"><strong><span style="color:#008000;"><span style="color:#0000ff;">QUI</span>,</span></strong></a><strong><span style="color:#008000;"> </span></strong><a href="http://mammadolce.wordpress.com/2008/09/09/pedofilia-listituto-salesiano-bearzi-dichiara-innocente-il-sacerdote-accusato/"><strong><span style="color:#0000ff;">QUI</span></strong></a><strong><span style="color:#008000;"> e </span></strong><a href="http://mammadolce.wordpress.com/2008/09/12/abusi-su-minori-il-parroco-accusato-rimane-al-suo-posto/"><strong><span style="color:#0000ff;">QUI</span></strong></a><strong><span style="color:#008000;"> ). Giustamente l'amico Pincopallino chiede che non venga calato il silenzio su questa ennesima vicenda che lega la pedofilia alla Chiesa e ci manda un aggiornamento sul caso Bearzi dove piovono nuove accuse e nuovi sacerdoti indagati.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Il religioso chiamato in causa non è lo stesso coinvolto nell'inchiesta partita in marzo e sfociata, in settembre, in una perquisizione all'istituto salesiano di via Don Bosco.</strong></p>
<h2 style="text-align:center;">
Accuse a un altro prete: «Molestava mio figlio»</h2>
<p style="text-align:left;"><!--more--></p>
<p><strong></p>
<p style="text-align:justify;">
Una mamma si è rivolta ai carabinieri riferendo episodi che sarebbero accaduti al Bearzi tra il 2005 e il 2007. All'epoca dei fatti il ragazzo aveva 11-12 anni Una mamma friulana si è presentata dai carabinieri per segnalare presunte attenzioni a sfondo sessuale cui sarebbe stato sottoposto suo figlio mentre si trovava all'istituto salesiano Bearzi. Il religioso cui ha fatto riferimento questa madre non è lo stesso coinvolto nell'inchiesta partita in marzo e sfociata, i primi di settembre, nella perquisizione di un sacerdote sessantenne attualmente in servizio nella struttura. Si tratterebbe, invece, di un altro prete che, negli anni scorsi, ha lavorato anche in via Don Bosco.<br />
Il ragazzo - nel periodo in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati da sua madre - aveva 11-12 anni e gli anni scolastici su cui ora si indaga sono quelli compresi tra il 2005 e il 2007.<br />
Le dichiarazioni della donna giungono dopo quelle di un ventisettenne che, in primavera, aveva fornito agli investigatori elementi che, al termine di una prima fase di indagine, hanno indotto la Procura della Repubblica a disporre una perquisizione al Bearzi. Il destinatario è stato un prete nei confronti del quale è stato ipotizzato il reato di violenza sessuale su minorenne.<br />
La testimonianza della signora è stata raccolta dagli uomini del Nucleo investigativo, il reparto che già da marzo sta svolgendo accertamenti sulla prima denuncia. Il secondo esposto, come detto, è arrivato da pochi giorni, ma sembra aver fornito agli investigatori elementi rilevanti su cui lavorare. Il contenuto delle dichiarazioni della donna, al momento, è coperto dal riserbo, perchè l'indagine è in pieno svolgimento. Da quanto si è potuto apprendere dalla stessa madre, che ha contattato il nostro giornale, la vicenda è emersa quando suo figlio le ha detto di non voler più vedere quel religioso che, fino a poco tempo prima, era stato per lui un importante punto di riferimento. A quel punto il ragazzo è stato tolto dalla scuola.<br />
Intanto, continua il lavoro della Procura di Udine sulla segnalazione di marzo, quando un giovane di 27 anni ha riferito che tra il 1995 e il 1999 (ossia dai suoi 14 anni ai 18) sarebbe stato vittima di atti di carattere sessuale. Il ragazzo era stato affidato alla sezione dell'istituto che si occupa di bambini che, per qualche motivo, non possono essere seguiti dalla famiglia. Le attività di verifica dei carabinieri sono culminate il 4 settembre scorso nella perquisizione dell'alloggio e dello studio del religioso, un sessantenne che da tempo fa parte della comunità salesiana. I militari dell'Arma, coordinati dal tenente Fabio Pasquariello, hanno esaminato anche il computer personale del religioso e tutti i suoi cd. Il sacerdote era presente al momento dei controlli ed è stato assistito dal direttore dell'istituto, don Dino Marcon, indicato come persona di fiducia. Gli esiti della perquisizione non si conoscono, ma i responsabili dell'istituto salesiano hanno voluto precisare che gli inquirenti non hanno trovato nulla di quanto stavano cercando. Il sopralluogo è stato comunque ritenuto interessante dagli investigatori che sono coordinati dai pm Matteo Tripani e Lorenzo Del Giudice.</p>
<p></strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tratto da </strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Accuse-a-un-altro-prete:-%C2%ABMolestava-mio-figlio%C2%BB/2044274/6"><strong>espresso.repubblica.it</strong></a> <strong>del 10.ottobre.2008</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA:GENOVA,"LO DEVI FARE, ME LO DEVI", COSI' IL PADRE COSTRINGEVA LA FIGLIA A VIOLENZE SESSUALI RIPETUTE.LA LETTERA LO INCHIODA]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=528</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:27:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/14/pedofiliagenovalo-devi-fare-me-lo-devi-cosi-il-padre-costringeva-la-figlia-a-violenze-sessuali-ripetutela-lettera-lo-inchioda/</guid>
<description><![CDATA[Due fogli formato A4 piegati in una busta bianca, sopra un’indicazione generica e scritta da una r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/bambina-angelo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-531" title="bambina-angelo" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/bambina-angelo.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Due fogli formato A4 piegati in una busta bianca, sopra un’indicazione generica e scritta da una ragazzina: «Questo non è un regalo». È l’indizio-chiave dell’inchiesta condotta negli ultimi mesi dalla procura di Genova su Marco B., 46 anni, ex manovale finito in carcere per aver abusato della figlia minorenne. Arrestato all’inizio di aprile, è stato rinviato a giudizio con addebiti pesantissimi, un capo d’imputazione che quasi ricalca lo scritto con cui sua figlia l’ha incastrato, un documento tanto agghiacciante quanto lucido come mai probabilmente se n’erano visti nelle inchieste sulla pedofilia in ambito familiare.</p>
<div id="banner_little_box"><a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/1679378083/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35353132306531373438663039303330" target="_top"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/1679378083/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35353132306531373438663039303330" border="0" alt="" width="2" height="2" /></a></div>
<p><!--INCLUDE ULTIMI PUBBLICATI-->Francesca (nome di fantasia) ha subito le morbose attenzioni del padre fra il 2004 e la primavera scorsa. «Ho sempre pensato - erano state le prime parole pronunciate dall’uomo davanti ai poliziotti della squadra mobile che dovevano ammanettarlo - a stabilire un rapporto fisico con lei e non credevo che potesse esserci un reato se certe cose accadevano fra padre e figlia, non immaginavo di farle qualcosa di male». Parole che contrastano, clamorosamente, con quanto la giovane ribadisce nella propria lettera, indirizzata alla zia con cui trascorreva parecchio tempo dopo la separazione dai genitori. In quell’incartamento, l’indizio più pesante allegato agli atti dell’inchiesta, inizia con una serie di considerazioni sul perché di un allarme lanciato in modo apparentemente tardivo: «Quando ero ancora bambina - è il concetto sintetizzato con frasi più articolate - non mi rendevo conto delle cose che ero costretta a fare. Ma con il trascorrere degli anni ho iniziato a stare sempre peggio e non posso più stare zitta».</p>
<p>Il prosieguo è una scansione di soprusi da far accapponare la pelle. Francesca, nell’estremo tentativo di difendere se stessa, accetta l’ultima forzatura ripercorrendo dettagliatamente i gesti aberranti ai quali lui l’ha obbligata per quasi quattro anni.</p>
<p>«Sempre a casa di papà, nei giorni in cui poteva vedermi», ovvero i due appuntamenti settimanali fissati dal giudice dopo lo sfaldamento della famiglia. Aggiunge quindi un particolare, importantissimo nella contestazione delle aggravanti che fra un mese potrebbero costare a Marco B. una condanna fino a otto anni, nonostante abbia scelto il rito abbreviato, ovvero la forma di giudizio che consente di accelerare i tempi (senza l’ascolto “classico” dei testimoni in udienza come accade per il processo classico) ma include l’automatico sconto d’un terzo della pena. Francesca lo scrive con tratto incerto e però le sensazioni sono inequivocabili: «Mi diceva che dovevo comportarmi in quel modo perché sono sua figlia, perché gli era dovuto». Ancora: per delineare in modo più o meno attendibile i tempi si rifà ad altri episodi, meno drammatici, altre tappe della sua esistenza cui abbina i soprusi.</p>
<p>«Questo non è un regalo» si è ritrovata fra le mani la zia che riga dopo riga ha sgranato gli occhi, rimuginando per qualche ora sul da farsi e capendo presto che quello era il riepilogo definitivo dell’inferno custodito troppo a lungo dalla nipote, sebbene il muro di silenzio nel quale l’aveva imprigionato avesse cominciato sgretolarsi. Perché la studentessa si era (timidamente) aperta con due amiche del cuore, facendo intuire che qualcosa la flagellava da sempre.</p>
<p>Marco B., inchiodato dalla lettera di sua figlia, dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata per tre motivi: perché gli abusi si sono protratti per tempo immemorabile, perché lei è sempre stata minorenne durante il calvario e perché, in alcune occasioni, lui l’ha costretta ad assistere a qualcosa d’irripetibile.</p>
<p>La madre si costituirà parte civile (assistita in tutta la vicenda dal legale Andrea Ciurlo) in una delle inchieste più drammatiche condotte negli ultimi anni dalla procura di Genova (del caso, nella fattispecie, si è occupato il pubblico ministero Sabrina Monteverde, ndr).</p>
<p>Marco B. al momento si trova invece agli arresti domiciliari, Francesca vive ben lontana e ha avuto la forza, nelle scorse settimane, di confermare tutto quello che aveva scritto nel corso dell’incidente probatorio. «Questo non è un regalo», aveva premesso la vittima: l’unico glielo faranno, probabilmente, quando sarà pronunciata la sentenza e potrà tentare di lasciarsi qualcosa alle spalle.</p>
<p><a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/10/14/1101815540029-violenza-figlia-inchioda-lettera.shtml">http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/10/14/1101815540029-violenza-figlia-inchioda-lettera.shtml</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA:REGGIO CALABRIA, NIK NAME "DARKANGEL" UN'ALTRO ORCO SU INTERNET ARRESTATO]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=523</link>
<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:11:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/14/pedofiliareggio-calabria-nik-name-darkangel-unaltro-orco-su-internet-arrestato/</guid>
<description><![CDATA[Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Reggio Calabria ha arrestato un quarantenn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/angelo-nero.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-526" title="angelo-nero" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/angelo-nero.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Reggio Calabria ha arrestato un quarantenne residente in Cittanova (Reggio Calabria), responsabile dei reati di detenzione e divulgazione di immagini pedo-pornografiche nella rete Internet attraverso un sito americano. Le indagini (frutto della cooperazione internazionale) contro il fenomeno della pedofilia su Internet, condotte dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Reggio Calabria, sono tese a colpire chi, pur non partecipando direttamente alle violenze sui minori, contribuisce alla diffusione di questo turpe mercato. In particolare, l'attivita' illecita commessa dall'arrestato e' stata accertata nell'ambito delle indagini svolte in collaborazione con organismi investigativi americani, specificamente con il SAFE Team (una task force di investigatori e procuratori americani di cui fa parte anche l'FBI). Durante l'operazione sono stati rinvenuti migliaia di files contenenti veri e propri album fotografici di bambine e un centinaio di dvd vaglio degli esperti informatici della Polizia Postale.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/PEDOFILIA-ARRESTATO-AVEVA-MIGLIAIA-DI-FILES-DI-BIMBI/news-dettaglio/3357629">http://www.repubblica.it/ultimora/cronaca/PEDOFILIA-ARRESTATO-AVEVA-MIGLIAIA-DI-FILES-DI-BIMBI/news-dettaglio/3357629</a></p>
<p>Dalle indagini è emerso che l'arrestato era utente del sito americano www.namgla.net attraverso il quale, utilizzando il nickname "Darkangel", diffondeva foto e filmati riguardanti bambini che compivano atti sessuali con persone adulte.</p>
<p>Gli investigatori hanno individuato 60 persone iscritte al sito che diffondevano le immagini pedo-pornografiche. Tra questi solamente uno era italiano ed è stato arrestato. L'uomo è stato trovato in possesso di migliaia di files. Un centinaio di dvd sono risultati criptati.<br />
<a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/mondo/?contentId=45773">http://unionesarda.ilsole24ore.com/mondo/?contentId=45773</a></p>
<p><!-- TESTO --></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA:GRAN BRETAGNA, PER I PEDOFILI C'E' LA CASTRAZIONE CHIMICA]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=519</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 16:01:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/13/pedofiliagran-bretagna-per-i-pedofili-ce-la-castrazione-chimica/</guid>
<description><![CDATA[La Gran Bretagna cerca una soluzione efficace contro uno dei problemi sociali più scottanti e gra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="news-body-text"><span>La Gran Bretagna cerca una soluzione efficace contro uno dei problemi sociali più scottanti e gravi dei nostri tempi, la pedofilia, e lo fa offrendo su un vassoio d’argento, ai condannati in vista di scarcerazione, la castrazione chimica. Il ministero della salute ha studiato e avviato un programma che punta, tramite un mix di farmaci, a ridurre il livello del testosterone negli uomini che spontaneamente decideranno di sottoporsi alla terapia.</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MINORI. ALBO E CASTRAZIONE 'PSICHICA' CONTRO PEDOFILIA]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=516</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 15:27:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
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<description><![CDATA[DRoma, 13 ott. - Supporto psicologico (soprattutto al momento del  innserimento nella societa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>DRoma, 13 ott. - Supporto psicologico (soprattutto al momento del  innserimento nella societa'); pene accessorie e un albo speciale. Dai senatori del Pdl arriva una<br />
proposta di legge, presentata lo scorso 9 ottobre ("Nuove norme in materia di lotta alla pedofilia, alla pedopornografia e allo sfruttamento dei minori") che punta all'inasprimento delle pene. La proposta, che porta la firma di quattro senatori (Allegrini, Gasparri, Berselli e Piscitelli) e' stata presentata oggi a<br />
Palazzo Madama dal capogruppo Maurizio Gasparri che tiene subito a precisare: "Vogliamo dare maggiore attenzione sociale al fenomeno"; "inasprire" in questo caso serve "alla tutela della<br />
famigli</p>
<p>(dire)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA: NAPOLI, BAMBINO RUMENO SI PROSTITUIVA PER  "30 EURO"]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=510</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 15:15:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
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<description><![CDATA[
«Così mi vendevo per 30 euro». Quindicenne rumeno, racconta la prostituzione giovanile

«Fare l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO --></p>
<p><span class="titolo">«Così mi vendevo per 30 euro». Quindicenne rumeno, racconta la prostituzione giovanile</span></p>
<p><span class="titolo"><em><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/bambino-rumeno-intervistato.jpg"></a></em></span></p>
<p><span class="sommario"><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/bambino-rumeno-intervistato1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-513" title="bambino-rumeno-intervistato1" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/bambino-rumeno-intervistato1.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a>«Fare le marchette ti fa guadagnare più in fretta che chiedere soldi agli automobilisti». I luoghi «La prima volta si fa tutto per strada, poi i clienti ti portano in case o in un albergo»</span></p>
<div></div>
<p><span class="sommario"></p>
<p class="p">NAPOLI — Marius ha quindici anni, e tra un mese si sposerà. I suoi genitori lavoravano entrambi in una fabbrica di Calarasi, capitale dell'omonimo distretto nella regione della Romania, dove una volta fiorivano le industrie che ora cadono una alla volta come le tessere di un domino. Anche la fabbrica dove lavoravano i genitori di Marius ha chiuso i battenti, e loro hanno chiuso con la vita normale. Sono diventati nomadi per fuggire dalla fame, venuti in Italia due anni fa perché nonostante tutto, stanno meglio qui. Se gli si parla di «prostituzione», Marius non capisce. Lui le chiama «marchette», e basta. I romeni ne parlano così tra loro, senza vergogna. Parlarne con un italiano, però, è diverso. Scosta le cuffie dell'iPod dalle orecchie con sufficienza: stava ascoltando Marinela, una cantante romena di successo.</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Marius, da quanti anni sei qui in Italia? </span><br />
«Sono arrivato due anni fa con la mia famiglia. Ho due fratelli e una sorella, tutti più grandi di me. Ora però sono tornati tutti a Calarasi, in Romania, tranne uno dei miei fratelli che è rimasto qui con me».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Perché sei finito a prostituirti? </span><br />
«Perché si fanno i soldi».</p>
<p> </p>
<div>
<p> </p>
<div></div>
<p><span class="span" style="font-weight:bold;"></p>
<div class="p">
<table border="0" width="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td>
<p class="foto-dida"> </p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="p">Ed è l'unico modo per fare soldi?</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">E si guadagna di più... </span><br />
«Mah. Non è proprio così. Se fai una marchetta ti porti a casa 30 euro. Pure se chiedi i soldi ai semafori, a fine giornata ti porti a casa almeno trenta euro. Però ci metti una giornata, appunto. Invece una marchetta dura pochi minuti, e dopo sei libero di fare quello che vuoi».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Cosa ti chiedono di fare i tuoi clienti? </span><br />
«Io sono solo attivo, mai stato passivo. Mi chiedono di fare tutto, tutto quello che posso fare da attivo. Che poi alla fine sono due cose e basta. Però ci sono quelli passivi, e ci sono tanti ragazzi che dicono di essere attivi e invece sono passivi. Io sono sempre stato attivo: mica mi piacciono gli uomini. A me piacciono le ragazze, infatti tra un po' mi sposo».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">I tuoi amici non ti prendono in giro? </span><br />
«E perché dovrebbero farlo? Anche loro spesso fanno le marchette, e poi mica siamo ‘‘ricchioni''... (pronuncia il termine con aria sprezzante, come se fosse la cosa più impensabile al mondo; ndr). I ricchioni sono quelli che ci pagano per fare le marchette, noi lo facciamo solo perché ci danno i soldi».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">I tuoi genitori cosa dicono? Ti hanno chiesto loro di andare in strada? </span><br />
«Assolutamente no. Anzi, quando hanno saputo questa cosa ho abbuscato. Non hanno neanche voluto prendere i soldi che avevo guadagnato, hanno detto: ‘‘Questi soldi noi non li vogliamo''».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Quindi non ne avevi bisogno per vivere. Come li usavi? </span><br />
«Ci compravo quello di cui avevo bisogno, senza chiederlo ai miei genitori».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Anche le famiglie dei tuoi amici si comportano così? </span><br />
«Le nostre famiglie non sono molto diverse da quelle degli italiani: ognuna si regola a modo suo. Ci sono i genitori che spingono i figli a fare le marchette, e quelli che quando lo vengono a sapere li picchiano».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Tra qualche mese avrai una moglie, e poi magari un bambino. Se scoprissi che fa le marchette cosa gli diresti? </span><br />
«Gli direi: ‘‘Se hai deciso di fare questa cosa non tornare mai più da me, io non ti sto crescendo per farti diventare uno che fa le marchette ».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Tu lo fai ma tuo figlio non potrebbe farlo? </span><br />
«Io infatti non lo faccio più, ho capito che stavo sbagliando, e ora le marchette mi fanno schifo. Diversi amici miei continuano a farle, ma sono fatti loro. Tra i giovani romeni è una cosa diffusissima. L'ultima marchetta io l'ho fatta diversi mesi fa, ora ho cambiato lavoro».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">E cioè? </span><br />
«Chiedo i soldi al casello della tangenziale ».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Qual è il cliente tipo? </span><br />
«Tutti, veramente tutti (ride fragorosamente, come per dire ‘‘ne avrei di cose da raccontare''; ndr). Avvocati, salumieri, garagisti, poliziotti, carabinieri. Addirittura un signore mi disse che faceva l'agente segreto. Io però non ci credo molto: uno che fa l'agente segreto mica lo confida a quello che gli fa le marchette... In un cinema della Ferrovia mi capitò anche un tizio con la pistola addosso».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">La usò per minacciarti? </span><br />
«No no, pagò come tutti gli altri. Ce l'aveva perché era in servizio».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Che età hanno mediamente le persone che vi contattano per fare sesso?</span><br />
«Vanno dai quaranta ai sessant'anni. Poi c'è qualche eccezione, ma l'età media è quella ».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Dopo avervi raccolto per strada, dove vi portano? </span><br />
«La prima volta non ti portano a casa loro. Si fa tutto in strada, sotto qualche ponte, nei posti più appartati. Poi se diventano clienti seri ti portano a casa o in qualche camera di hotel, ti chiedono il numero di telefono, e da quel giorno tutti gli altri incontri si decidono per telefono».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Li conosci i ragazzi di cui abbiamo pubblicato le foto? </span><br />
«No, credo di no. Sembrano romeni anche loro, ma non li ho mai visti. Anche perché io non sono mai stato in strada di notte».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">E come facevi a procurarti i clienti? </span><br />
«Ai semafori, oppure nei cinema. Quando stai al semaforo basta uno sguardo, un segnale con la bocca o di qualche altro tipo. Quando invece stai nel cinema è diverso: la non devi fare niente, la gente viene appositamente per quello».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Ce ne sono molti di ragazzi che si prostituiscono? </span><br />
«Moltissimi, non hai idea quanti».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Eppure sembra che in strada ci siano solo donne. </span><br />
«Siete voi che non li vedete. Il fatto è che uno è abituato a vedere le donne con la minigonna e le tette da fuori. La gente quando vede un ragazzo in strada non capisce che si sta prostituendo. Però ti assicuro che noi, che lo sappiamo, in strada vediamo un numero di uomini che è almeno uguale a quello delle donne».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Anche a Calarasi facevi la stessa cosa? </span><br />
«No, lì i romeni non fanno le marchette. In generale, a Calarasi non si fanno marchette. A Bucarest invece sì. Quando stavo nel mio paese andavo a scuola».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Ora non ci vai più? </span><br />
«No, voglio guadagnare, non mi piace la scuola. Però molti amici miei ci vanno, è un fatto personale: qualcuno vuole andarci e qualcun altro no. Gli italiani credono che le nostre famiglie ci costringano a fare ogni cosa, invece molto spesso siamo noi a decidere della nostra vita».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Forse non avete ancora l'età per decidere della vostra vita. Forse a 15 anni un ragazzino non sa ancora cosa è meglio per il suo futuro. </span>«Ah no? E che significa? Io a 15 anni posso sposarmi, posso fare figli, posso mettere su famiglia, e non posso decidere se voglio andare a scuola o no? Non posso decidere se voglio fare le marchette o no? Secondo me, se uno ha l'età per sposarsi e decidere di crearsi una famiglia, può anche decidere se vuole andare a scuola o vuole fare le marchette. La nostra cultura è diversa dalla vostra. Da voi a quindici anni passano ancora le giornate intere a giocare con la Playstation, da noi pensano a cosa devono fare per vivere».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Mai sentito parlare dei pedofili? </span><br />
«Se stai parlando dei clienti, quelli non sono mica pedofili. Forse non è chiaro il concetto che, quelli che voi chiamate bambini, nella nostra cultura sono uomini adulti. Hanno famiglia, sono sposati, a volte fanno due lavori. Un padre di famiglia che va a letto con uno tu lo chiami pedofilo? Io no».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Quindi non ti fanno schifo? </span><br />
«Sì, mi fanno schifo perché si fanno fare le marchette da un maschio, ma non li chiamo pedofili perché fanno sesso con uno di quindici anni».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Allora anche tuo figlio a quindici anni potrà decidere se vuole fare le marchette? </span><br />
«Mio figlio non ne avrà bisogno, perché io ho deciso di sposarmi e di trovarmi un lavoro serio».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Cosa ti piacerebbe fare? </span><br />
«Il muratore. L'ho già fatto tempo fa, ho fatto appartamenti, palazzi. Andavo con mio padre, c'era una ditta che ci chiamava spesso. Ora mio padre ha detto che vuole tornare qui a Napoli, così andrò con lui a fare il muratore ».</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">Cosa sta facendo tuo padre a Calarasi? </span><br />
«Niente. È disoccupato. Per questo ha detto che vuole tornare qui. Almeno qui guadagna qualcosa».</p>
<p class="firma">Stefano Piedimonte</p>
<p>«No. Molti miei amici, e anche persone della mia famiglia, vanno a chiedere i soldi ai caselli della tangenziale. Anche così puoi fare parecchi soldi. Però a fare le marchette si guadagna più velocemente».</p>
<p> <em>di Stefano Piedimonte</em></p>
<p></span><em><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/10_Ottobre/13/marius_rumeno.shtml">http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/10_Ottobre/13/marius_rumeno.shtml</a></em></p>
<p> </p></div>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA:AL BREARZI, ACCUSE A UN ALTRO PRETE "MOLESTAVA MIO FIGLIO"]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=504</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 10:26:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/13/pedofiliaal-brearzi-accuse-a-un-altro-prete-molestava-mio-figlio/</guid>
<description><![CDATA[Una mamma friulana si è presentata dai carabinieri per segnalare presunte attenzioni a sfondo sessu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una mamma friulana si è presentata dai carabinieri per segnalare presunte attenzioni a sfondo sessuale cui sarebbe stato sottoposto suo figlio mentre si trovava all’istituto salesiano Bearzi. Il religioso cui ha fatto riferimento questa madre non è lo stesso coinvolto nell’inchiesta partita in marzo e sfociata, i primi di settembre, nella perquisizione di un sacerdote sessantenne attualmente in servizio nella struttura. Si tratterebbe, invece, di un altro prete che, negli anni scorsi, ha lavorato anche in via Don Bosco. Il ragazzo – nel periodo in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati da sua madre – aveva 11-12 anni e gli anni scolastici su cui ora si indaga sono quelli compresi tra il 2005 e il 2007. Le dichiarazioni della donna giungono dopo quelle di un ventisettenne che, in primavera, aveva fornito agli investigatori elementi che, al termine di una prima fase di indagine, hanno indotto la Procura della Repubblica a disporre una perquisizione al Bearzi. Il destinatario è stato un prete nei confronti del quale è stato ipotizzato il reato di violenza sessuale su minorenne. La testimonianza della signora è stata raccolta dagli uomini del Nucleo investigativo, il reparto che già da marzo sta svolgendo accertamenti sulla prima denuncia. Il secondo esposto, come detto, è arrivato da pochi giorni, ma sembra aver fornito agli investigatori elementi rilevanti su cui lavorare. Il contenuto delle dichiarazioni della donna, al momento, è coperto dal riserbo, perchè l’indagine è in pieno svolgimento. Da quanto si è potuto apprendere dalla stessa madre, che ha contattato il nostro giornale, la vicenda è emersa quando suo figlio le ha detto di non voler più vedere quel religioso che, fino a poco tempo prima, era stato per lui un importante punto di riferimento. A quel punto il ragazzo è stato tolto dalla scuola. Intanto, continua il lavoro della Procura di Udine sulla segnalazione di marzo, quando un giovane di 27 anni ha riferito che tra il 1995 e il 1999 (ossia dai suoi 14 anni ai 18) sarebbe stato vittima di atti di carattere sessuale. Il ragazzo era stato affidato alla sezione dell’istituto che si occupa di bambini che, per qualche motivo, non possono essere seguiti dalla famiglia. Le attività di verifica dei carabinieri sono culminate il 4 settembre scorso nella perquisizione dell’alloggio e dello studio del religioso, un sessantenne che da tempo fa parte della comunità salesiana. I militari dell’Arma, coordinati dal tenente Fabio Pasquariello, hanno esaminato anche il computer personale del religioso e tutti i suoi cd. Il sacerdote era presente al momento dei controlli ed è stato assistito dal direttore dell’istituto, don Dino Marcon, indicato come persona di fiducia. Gli esiti della perquisizione non si conoscono, ma i responsabili dell’istituto salesiano hanno voluto precisare che gli inquirenti non hanno trovato nulla di quanto stavano cercando. Il sopralluogo è stato comunque ritenuto interessante dagli investigatori che sono coordinati dai pm Matteo Tripani e Lorenzo Del Giudice.</p>
<p>Messaggero <a href="http://ricerca.quotidianiespresso.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2008/10/10/UD_03_UDC2.html">http://ricerca.quotidianiespresso.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2008/10/10/UD_03_UDC2.html</a></p>
<p>per saperne di più:http://laici.forumcommunity.net/?t=19440742</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abusi su minori: la chiesa spreta don Cantini, la nostra giustizia fà uno sconto di pena a don Abbiati. ]]></title>
<link>http://mammadolce.wordpress.com/?p=658</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:42:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>mammadolce</dc:creator>
<guid>http://mammadolce.ca.wordpress.com/2008/10/13/abusi-su-minori-la-chiesa-spreta-don-cantini-la-nostra-giustizia-fa-uno-sconto-di-pena-a-don-abbiati/</guid>
<description><![CDATA[Il Giustiziere degli Angeli
Don Lelio Cantini 
Don Giuseppe Abbiati

La chiesa nella bufera.

Scritt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">Il Giustiziere degli Angeli</span></span></strong></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#808000;">Don Lelio Cantini </span></h2>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#808000;">Don Giuseppe Abbiati</span></h2>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mammadolce.wordpress.com/"><img class="aligncenter" title="Sacro Rosario" src="http://www.aciprensa.com/Rosario/images/rosario5.jpg" alt="" width="198" height="234" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff6600;">La chiesa nella bufera.</span></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993366;"><!--more--></span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993366;">Scritto da Mattia Bianchi - Domenica 12 Ottobre 2008 20:27<br />
Si chiude con un segnale inequivocabile la vicenda di don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino di 85 anni, fino al 2005 parroco della Regina della Pace, accusato di pedofilia e abusi. Benedetto XVI, su indicazione della Congregazione per la dottrina della fede, ha ridotto il sacerdote allo stato laicale.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993366;">Don Cantini viene così riconosciuto colpevole di "abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, del delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, dell'abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze". </span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993366;">La decisione è stata comunicata dall'amministratore apostolico della diocesi Ennio Antonelli, a due settimane dall'arrivo del nuovo arcivescovo, mons. Giuseppe Betori, che si insedierà il 26 ottobre. La sentenza fa riferimento a fatti avvenuti tra il 1973-1987, denunciati da alcuni parrocchiani. Nel 2007, anche il cardinale Antonelli aveva condannato il sacerdote (al momento ricoverato al Convitto ecclesiastico di Firenze per motivi di salute), vietandogli la celebrazione dei sacramenti.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#993366;">"Non possiamo che essere soddisfatti per l'esito del processo; - è il primo commento delle vittime - è stato riconosciuto ciò che denunciamo da tanti anni. Ora ci auguriamo che sia fatta chiarezza a 360 gradi". "Ora ci auguriamo che siano accertate le responsabilita' di chi non ha voluto credere per tanti anni, nonostante le nostre prime denunce risalgano 1992. Rinnoviamo la nostra fiducia nel nuovo arcivescovo di Firenze che dovrà attuare il decreto e vigilare perche' venga rispettato". </span></strong><strong><span style="color:#993366;">Fonte: Korazym.org</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">Don Abbiati ancora colpevole, ma pena ridotta<br />
la Provincia Pavese - 09 ottobre 2008</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;">MILANO. Una riduzione di pena, ma la condanna resta. Ieri la corte d'appello di Milano ha condannato a 4 anni e otto mesi don Giuseppe Abbiati, classe 1940, per violenza sessuale nei confronti di minorenni. In primo grado era stato condannato a sei anni. I fatti sarebbero avvenuti prima del 2004 ad Albuzzano e Filighera dove il religioso svolgeva la sua attività di ministro del culto. La sconcertante vicenda nata dalle rilevazioni rese da due ragazzini è stata ricostruita ieri davanti alla prima corte d'appello dove, come nelle precedenti occasioni, il sacerdote non si è presentato. A rappresentare l'imputato l'avvocato Riccardo Ricotti che ha ricostruito i fatti per conto del religioso il quale in occasione degli interrogatori si era sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Dopo la relazione del giudice Massimo Ruggiero è stata la volta del sostituto procuratore generale Armando Perrone a svolgere una dettagliata ricostruzione dei fatti concludendo per la conferma del verdetto del tribunale (sei anni). Molto particolareggiata anche l'arringa dell'avvocato Ricotti che, oltre ad invocare l'assoluzione nel merito mettendo in dubbio l'attendibilità dei due ragazzini che si erano dichiarati vittime degli abusi sessuali, ha chiesto in subordine un supplemento di istruttoria dibattimentale proponendo l'ascolto di tre nuove testimonianze non ascoltate durante il procedimento col rito abbreviato. Dal canto loro i genitori dei due ragazzini che in primo grado si erano costituiti parte civile, erano usciti dalla causa avendo ottenuto il risarcimento del danno (decisione che l'imputato aveva escluso che valesse come una ammissione di responsabilità). Dopo una lunga camera di consiglio, il collegio giudicante, dichiarando le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, ha ridotto la pena per la violazione dell'articolo 609 (violenza sessuale) a quattro anni e otto mesi riservandosi 30 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni. Dopo questa vicenda il sacerdote aveva continuato a svolgere il suo ministero senza ricoprire cariche particolari e quasi certamente farà ricorso alla Corte di cassazione. Per il momento dunque non andrà in carcere. Il processo di appello si è svolto in un'aula completamente deserta senza una persona che non avesse un ruolo nella causa. Un isolamento ed un silenzio perfettamente in linea con la delicatezza della storia trattata e nell'ambito della quale l'imputato era accusato anche di violazione dell'articolo 527 del codice penale (atti osceni) in relazione alla dinamica di uno degli episodi contestati in cui sarebbero stati compiuti gesti non in linea con il normale comportamento. Quando la vicenda scoppiò ci fu anche un provvedimento restrittivo della libertà personale del religioso messo per qualche tempo agli arresti domiciliari. Ora l'uomo, comprensibilmente, preferisce non presentarsi in pubblico. A questo punto don Giuseppe, che al di là dei problemi giudiziari continua a svolgere il suo ministero, senza pure avere l'incarico parrocchiale, non potrà godere del condono che non è previsto per il reato di violenza sessuale e per evitare che la sentenza diventi esecutiva facendo scattare, malgrado i suoi 67 anni, il provvedimento d'arresto, dovrà ricorrere alla Corte di Cassazione, mantenendo aperto l'iter procedurale. Annibale Carenzo repubblica.it</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#0000ff;"> </span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA: FIRENZE, PAPA BENEDETTO XVI CACCIA DON CANTINI]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=497</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:25:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/13/pedofilia-firenze-papa-benedetto-xvi-caccia-don-cantini/</guid>
<description><![CDATA[

La sentenza di Benedetto XVI è arrivata prima dell&#8217;insediamento del nuovo vescovo di Firenz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO --></p>
<div id="tools4"><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/11971-cantinichiesa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-500" title="11971-cantinichiesa" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/11971-cantinichiesa.jpg" alt="" width="160" height="140" /></a></div>
<p class="sommario"><span class="sommario">La sentenza di Benedetto XVI è arrivata prima dell'insediamento del nuovo vescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, fissato per domenica 26, e chiude una vicenda che ha scosso la Chiesa fiorentina</span></p>
<div></div>
<p><span class="sommario"></p>
<p class="p">«È giunto a conclusione il procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, protagonista di una dolorosa e scandalosa vicenda». Così il cardinale Ennio Antonelli ieri ha reso nota la dura sentenza del Santo Padre: riduzione allo stato laicale di don Cantini, con l'obbligo di dimora vigilata, di preghiera e penitenza, pena la scomunica in caso di disobbedienza. La sentenza di Benedetto XVI è arrivata prima dell'insediamento del nuovo vescovo di Firenze, monsignor Giuseppe Betori, fissato per domenica 26, e chiude una vicenda che ha scosso la Chiesa fiorentina.</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">L'INCHIESTA.</span> Dopo la denuncia di alcune vittime, nell'aprile del 2007, con la conseguente apertura di un'inchiesta penale, il cardinale Ennio Antonelli aveva condannato il sacerdote nel gennaio 2007 perchè responsabile di «abusi sessuali, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze» dal 1973 all'87, privandolo anche della facoltà di confessare, di celebrare la messa in pubblico e di celebrare altri sacramenti (don Cantini, per motivi di salute, da dicembre è ricoverato al Convitto ecclesiastico). Dopo le rinnovate accuse delle vittime, Antonelli aveva disposto un'istruttoria supplementare e trasmesso i risultati a luglio alla Congregazione per la Dottrina della Fede.</p>
<p class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;">ABUSO PLURIMO DI MINORI.</span> La Congregazione ha constatato «che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, l'abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze». Il Papa, il 19 settembre, ha decretato in via definitiva nei confronti di don Lelio Cantini «la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale l'obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall'Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica in caso di disobbedienza». Il provvedimento è stato trasmesso sabato a don Cantini. «La Chiesa Fiorentina, duramente provata da questa triste vicenda, saprà trarne, per la grazia del Signore, motivi per una più fedele, generosa e coraggiosa testimonianza a Cristo Salvatore. In particolare — conclude il comunicato del cardinale Antonelli — assicurerà alle vittime degli abusi, che hanno tanto sofferto, la vicinanza umana e spirituale per rielaborare positivamente in una prospettiva di fede il male subito». Don Paolo Milloschi, successore come parroco della Regina della Pace di don Cantini, è «profondamente addolorato» dalla vicenda, ma anche «confortato dalle tante testimonianze di fede profonda e di vita cristiana che vedo fiorire, pur nel dolore, in questa comunità parrocchiale», mentre il portavoce delle vittime del sacerdote si è detto soddisfatto ma chiede «chiarezza a 360 gradi» e «che siano accertate le responsabilità di chi non ha voluto credere per tanti anni, nonostante le nostre prime denunce risalgano al 1992».</p>
<p>articoli corelati:</p>
<p><a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/13/124853-stupri_violenze_psicologiche.shtml">http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2008/10/13/124853-stupri_violenze_psicologiche.shtml</a></p>
<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.blogspot.com/2008/10/pedofilia-firenze-papa-benedetto-xvi.html">http://dalpaesedeibalocchi.blogspot.com/2008/10/pedofilia-firenze-papa-benedetto-xvi.html</a></p>
<p> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PEDOFILIA: LATINA, UNO DEI 28 ORCHI CHE PRESO SUL WEB]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=494</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:16:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Silvia Colasanti
File pedopornografici, con bambini anche minori di dieci anni, rinominati, su «]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Silvia Colasanti</em></p>
<p>File pedopornografici, con bambini anche minori di dieci anni, rinominati, su «E-mule», con nomi legati al mondo della musica. Non sono passati inosservati agli agenti della polizia postale di Catania, nell'ambito dell'attività di contrasto alla pedopornografia su internet.</p>
<p>Da qui è partita l'inchiesta che vede indagate 28 persone in tutta Italia, tra le quali anche uno studente, che non ha ancora compiuto 21 anni, di Latina, accusate di divulgazione on-line di video di pornografia minorile.<br />
Ieri mattina gli agenti della Polposta del capoluogo hanno perquisito l'abitazione del giovane e sequestrato due computer e materiale informatico. Secondo le indagini, coordinate dai pm Giuseppe Gennaro e Lucia Guaraldi, gli indagati avrebbero diffuso i video utilizzando reti di scambio, come «E-mule».<br />
La maggior parte delle persone sorprese con materiale pedopornografico, ha meno di 27 anni. In un caso il proprietario di uno dei pc sequestrati ha 50 anni, ma ci sono forti sospetti che ad utilizzarlo sia stato il figlio. A cadere nella rete degli inquirenti tutte persone appartenenti ad una classe sociale media e medio-alta, che in casa aveva archivi veri e propri. Alcune connessioni sarebbero partite da uffici dell'amministrazione statale, a Roma. Perquisizioni anche a Catania, Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Taranto, Bologna, Ancona, Torino, Cuneo, Firenze, Lucca, La Spezia, Padova, Pisa, Milano, Bergamo, Mantova e Pordenone.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ABUSI SESSUALI: FIRENZE, IL PAPA RIDUCE DON CANTINI ALLO STATO LAICALE]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=486</link>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 08:50:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si chiude con un segnale inequivocabile la vicenda di don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/chiesa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-487" title="chiesa" src="http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/files/2008/10/chiesa.jpg" alt="" width="210" height="195" /></a>Si chiude con un segnale inequivocabile la vicenda di don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino di 85 anni, fino al 2005 parroco della Regina della Pace, accusato di pedofilia e abusi. Benedetto XVI, su indicazione della Congregazione per la dottrina della fede, ha ridotto il sacerdote allo stato laicale.</p>
<p>Don Cantini viene così riconosciuto colpevole di ''abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, del delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, dell'abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze''.</p>
<p>La decisione è stata comunicata dall'amministratore apostolico della diocesi Ennio Antonelli, a due settimane dall'arrivo del nuovo arcivescovo, mons. Giuseppe Betori, che si insedierà il 26 ottobre. La sentenza fa riferimento a fatti avvenuti tra il 1973-1987, denunciati da alcuni parrocchiani. Nel 2007, anche il cardinale Antonelli aveva condannato il sacerdote (al momento ricoverato al Convitto ecclesiastico di Firenze per motivi di salute), vietandogli la celebrazione dei sacramenti.</p>
<div><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"> </span></span></span></span></div>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"></p>
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<p></span></span></span><span style="font-size:x-small;"> </p>
<p></span></span></p>
<p>''Non possiamo che essere soddisfatti per l'esito del processo; - è il primo commento delle vittime - è stato riconosciuto ciò che denunciamo da tanti anni. Ora ci auguriamo che sia fatta chiarezza a 360 gradi''. ''Ora ci auguriamo che siano accertate le responsabilita' di chi non ha voluto credere per tanti anni, nonostante le nostre prime denunce risalgano 1992. Rinnoviamo la nostra fiducia nel nuovo arcivescovo di Firenze che dovrà attuare il decreto e vigilare perche' venga rispettato''.<span class="article_separator"> </span></p>
<p><span class="article_separator"><a href="http://www.korazym.org/index.php/diocesi/7-vita-ecclesiale/497-abusi-sessuali-a-firenze-il-papa-riduce-don-cantini-allo-stato-laicale">http://www.korazym.org/index.php/diocesi/7-vita-ecclesiale/497-abusi-sessuali-a-firenze-il-papa-riduce-don-cantini-allo-stato-laicale</a></span></p>
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</item>
<item>
<title><![CDATA[Pedofilia su internet, denunciato uno studente]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=2404</link>
<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 21:17:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[File pedopornografici, con bambini anche minori di dieci anni, rinominati, su «E-mule», con nomi l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>File pedopornografici, con bambini anche minori di dieci anni, rinominati, su «E-mule», con nomi legati al mondo della musica. Non sono passati inosservati agli agenti della polizia postale di Catania, nell'ambito dell'attività di contrasto alla pedopornografia su internet.</p>
<p>Da qui è partita l'inchiesta che vede indagate 28 persone in tutta Italia, tra le quali anche uno studente, che non ha ancora compiuto 21 anni, di Latina, accusate di divulgazione on-line di video di pornografia minorile.<br />
Ieri mattina gli agenti della Polposta del capoluogo hanno perquisito l'abitazione del giovane e sequestrato due computer e materiale informatico. Secondo le indagini, coordinate dai pm Giuseppe Gennaro e Lucia Guaraldi, gli indagati avrebbero diffuso i video utilizzando reti di scambio, come «E-mule». <!--more--><br />
La maggior parte delle persone sorprese con materiale pedopornografico, ha meno di 27 anni. In un caso il proprietario di uno dei pc sequestrati ha 50 anni, ma ci sono forti sospetti che ad utilizzarlo sia stato il figlio. A cadere nella rete degli inquirenti tutte persone appartenenti ad una classe sociale media e medio-alta, che in casa aveva archivi veri e propri. Alcune connessioni sarebbero partite da uffici dell'amministrazione statale, a Roma. Perquisizioni anche a Catania, Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Taranto, Bologna, Ancona, Torino, Cuneo, Firenze, Lucca, La Spezia, Padova, Pisa, Milano, Bergamo, Mantova e Pordenone.</p>
<p>Il Tempo Silvia Colasanti</p>
<p>12/10/2008</p>
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<title><![CDATA[Abusi sessuali a Firenze. Il papa riduce don Cantini allo stato laicale ]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=2401</link>
<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 21:11:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Scritto da Mattia Bianchi
Domenica 12 Ottobre 2008 20:27
Si chiude con un segnale inequivocabile la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto da Mattia Bianchi<br />
Domenica 12 Ottobre 2008 20:27<br />
Si chiude con un segnale inequivocabile la vicenda di don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino di 85 anni, fino al 2005 parroco della Regina della Pace, accusato di pedofilia e abusi. Benedetto XVI, su indicazione della Congregazione per la dottrina della fede, ha ridotto il sacerdote allo stato laicale.</p>
<p>Don Cantini viene così riconosciuto colpevole di <strong>''abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, del delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, dell'abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze''. <!--more--></strong></p>
<p>La decisione è stata comunicata dall'amministratore apostolico della diocesi Ennio Antonelli, a due settimane dall'arrivo del nuovo arcivescovo, mons. Giuseppe Betori, che si insedierà il 26 ottobre. La sentenza fa riferimento a fatti avvenuti tra il 1973-1987, denunciati da alcuni parrocchiani. Nel 2007, anche il cardinale Antonelli aveva condannato il sacerdote (al momento ricoverato al Convitto ecclesiastico di Firenze per motivi di salute), vietandogli la celebrazione dei sacramenti.</p>
<p>''Non possiamo che essere soddisfatti per l'esito del processo; - è il primo commento delle vittime - è stato riconosciuto ciò che denunciamo da tanti anni. Ora ci auguriamo che sia fatta chiarezza a 360 gradi''. ''Ora ci auguriamo che siano accertate le responsabilita' di chi non ha voluto credere per tanti anni, nonostante le nostre prime denunce risalgano 1992. Rinnoviamo la nostra fiducia nel nuovo arcivescovo di Firenze che dovrà attuare il decreto e vigilare perche' venga rispettato''.</p>
<p>Fonte: Korazym.org</p>
<p><strong>PAPA CONFINA PRETE PEDOFILO A DIMORA VIGILATA</strong><br />
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Dimissione dallo stato clericale e dimora vigilata. E' la conclusione del procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, presbitero dell'Arcidiocesi di Firenze. L'Arcivescovo Card. Ennio Antonelli, che gia' aveva condannato il sacerdote con Decreto del 12 gennaio 2007, in presenza di rinnovate accuse da parte delle vittime disponeva d'intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede una istruttoria supplementare in data 30 giugno 2007 e quindi procedeva alla valutazione delle prove insieme a due Assessori in data 23 luglio 2008 e trasmetteva le risultanze di tutto il lavoro svolto alla Congregazione per la Dottrina della Fede. La stessa Congregazione ha constatato che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, il delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, l'abuso nell'esercizio della potesta' ecclesiastica nella formazione delle coscienze. Pertanto ha deciso di proporre al Santo Padre Benedetto XVI la sua dimissione dallo stato clericale e il precetto di dimora vigilata. Il Papa in data 19 settembre 2008 ha decretato in via definitiva nei confronti di don Lelio Cantini la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale l'obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall'Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica riservata alla Sede Apostolica in caso di disobbedienza. Il provvedimento e' stato intimato al condannato in data 11 ottobre 2008. "L'Ordinario di Firenze - si legge in una nota del card. Antonelli - presentera' ogni anno alla Santa Sede una relazione sul comportamento del reo e avra' cura di lui affinche' giunga a un ravvedimento convincente anche sul piano esterno. In particolare occorrera' tenere presente che la dimora vigilata comporta che i contatti con persone estranee alla casa debbano venire esplicitamente autorizzati e rigorosamente controllati. La Chiesa Fiorentina, duramente provata da questa triste vicenda, sapra' trarne, per la grazia del Signore, motivi per una piu' fedele, generosa e coraggiosa testi-monianza a Cristo Salvatore. In particolare, assicurera' alle vittime degli abusi, che hanno tanto sofferto, la vicinanza umana e spirituale per rielaborare positivamente in una prospettiva di fede il male subito". (AGI) - Firenze, 12 ott. -</p>
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<title><![CDATA[PEDOFILIA: SONDRIO, MAESTRO DI SCI ABUSAVA RIPETUTAMENTE DI UN BAMBINO DI 13 ANNI]]></title>
<link>http://dalpaesedeibalocchi.wordpress.com/?p=481</link>
<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 14:57:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>dalpaesedeibalocchi</dc:creator>
<guid>http://dalpaesedeibalocchi.ca.wordpress.com/2008/10/12/pedofilia-sondrio-maestro-di-sci-abusava-ripetutamente-di-un-bambino-di-13-anni/</guid>
<description><![CDATA[(Sondrio) - Un maestro di sci 53enne originario di Zurigo è stato arrestato dai carabinieri di Apri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(Sondrio) - Un maestro di sci 53enne originario di Zurigo è stato arrestato dai carabinieri di Aprica con l'accusa di ''violenza sessuale ai danni di minore di anni 14''. L'uomo, che è anche titolare di un negozio di abbigliamento nel centro della località sciistica, avrebbe più volte abusato sessualmente di un ragazzino che poi ha raccontato tutto ai genitori al termine di una vacanza. È stato un turista di Milano a sporgere denuncia. Il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del maestro di sci. (Agr)</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Pedofilia: presunti abusi su minorenne, maestro di sci arrestato a Sondrio]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/?p=2392</link>
<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 23:11:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
<guid>http://wildgreta.ca.wordpress.com/2008/10/12/pedofilia-presunti-abusi-su-minorenne-maestro-di-sci-arrestato-a-sondrio/</guid>
<description><![CDATA[11 Ottobre 2008, 23:32
APRICA (Sondrio) - Un maestro di sci 53enne originario di Zurigo è stato arr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>11 Ottobre 2008, 23:32</p>
<p>APRICA (Sondrio) - Un maestro di sci 53enne originario di Zurigo è stato arrestato dai carabinieri di Aprica con l'accusa di ''violenza sessuale ai danni di minore di anni 14''. L'uomo, che è anche titolare di un negozio di abbigliamento nel centro della località sciistica, avrebbe più volte abusato sessualmente di un ragazzino che poi ha raccontato tutto ai genitori al termine di una vacanza. È stato un turista di Milano a sporgere denuncia. Il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del maestro di sci. (Agr)</p>
]]></content:encoded>
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